Per giorni abbiamo visto le immagini e i filmati, letto e ascoltato ogni tipo di report di ciò che stava accadendo; abbiamo provato ad approfondire le tante interpretazioni riguardo alle responsabilità di un fenomeno così improvviso e impattante dal punto di vista umano, sociale e politico, amplificato da un sistema mediatico che ormai crea più confusione che informazione.
Quello che è successo a Ceuta, enclave spagnola in Africa di cui la maggior parte delle persone non sapeva nemmeno l’esistenza prima del 30 luglio 2026, non si può inserire tra gli eventi migratori che conosciamo, viste le modalità e i numeri altissimi di giovani che si sono mossi in un tempo di sole 48 ore. Se cerchiamo di districarci sia nella complessità delle relazioni tra Marocco-Spagna-Algeria, in cui dominano contrasti e interessi di varia natura in parte ancora legati a retaggi di colonialismo, che nella giungla delle relazioni internazionali, dove compaiono sempre gli stessi interessi dei padroni del mondo del terzo millennio (Israele e Stati Uniti), in questo caos restano poche certezze. Se poi aggiungiamo la reazione scomposta, isterica e propagandistica di alcuni paesi della UE con l’Italia in prima fila che, sospendendo gli accordi di Schengen, ha provocato un effetto domino in Europa, siamo di fronte a una delle più shoccanti crisi geopolitiche in cui le vittime sono sempre le stesse: le vite delle persone in difficoltà.
Ci sono stati 84 morti annegati a cui nessuno ha rivolto un pensiero tra quelle migliaia di ragazzi partiti in massa per false informazioni, costruite per usare le loro speranze come un’ arma di pressione e ricatto politico o forse, ancor peggio, come punizione internazionale verso un paese, la Spagna, che attraverso il proprio leader ha tenuto la schiena dritta riguardo ai tanti scenari di violazione del diritto internazionale, guerre, dazi, riarmo, genocidio di Gaza; considerato altresì reo di aver varato recentemente misure rapide ed efficaci di regolarizzazione straordinaria di più di 500mila migranti e richiedenti asilo per favorire l’emersione del lavoro sommerso, tutelare i diritti umani e sostenere la crescita economica.
Ma è evidente che le politiche che si occupano del benessere delle persone e delle popolazioni, sia di quelle in cerca di una vita migliore che di quelle dei paesi di accoglienza, non sono funzionali alla propaganda dei governi sovranisti che si reggono sulla creazione del nemico e sulla paura. Per tutto questo lo shock di Ceuta 2026 è stato un termometro e si è ben compreso che la febbre in Europa è molto alta. Mediterranea Saving Humans si schiera sempre dalla parte del diritto di tutti gli esseri umani a una vita dignitosa e dichiara la propria vicinanza alle famiglie di quelle decine di ragazzi, vittime innocenti di un colossale raggiro. Solo con politiche illuminate che mettano al centro i bisogni primari delle persone trasformeremo questa esplosiva miscela di affari e potere che è diventato il mondo in una grande comunità globale capace, attraverso i valori di fratellanza e condivisione, di vivere in pace. Non c è nessun altra strada, nessuna, per evitare il baratro.
Equipaggio di terra di Mediterranea Saving Humans di Ferrara
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