Attualità
4 Agosto 2026
Il sindacato chiede un confronto con l’Ausl di Ferrara: "Il decentramento rischia di penalizzare gli utenti più fragili e di snaturare la funzione riabilitativa dei servizi"

Caso Maccacaro, allarme Fp-Cgil: “No al trasferimento dei centri diurni fuori città”

(Foto di Giacomo Brini)
di Redazione | 3 min

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La possibile riorganizzazione dei servizi di salute mentale nel territorio ferrarese preoccupa la Fp Cgil, che chiede all’Azienda Usl di aprire un nuovo confronto con sindacati, rappresentanze dei lavoratori, utenti e familiari. Al centro della contestazione c’è l’ipotesi del trasferimento dei Centri diurni “Maccacaro” e “Il Convento” in un’unica sede a Cocomaro di Focomorto, presso la struttura “La Ginestra”, di proprietà della Coop Serena.

Secondo il sindacato, lo spostamento fuori dal contesto urbano potrebbe creare difficoltà di accesso per gli utenti e contrasterebbe con i principi della salute mentale di comunità. “La probabile riorganizzazione dei servizi di salute mentale sul nostro territorio assumerebbe contorni preoccupanti”, scrive la Fp Cgil, sottolineando che “in assenza di un reale confronto preventivo non conosciamo le decisioni prospettate dall’Azienda Usl”.
La preoccupazione riguarda soprattutto l’impatto sugli utenti dei centri diurni, per i quali la collocazione territoriale viene considerata parte integrante del percorso terapeutico. “In mancanza di percorsi codefiniti con le organizzazioni sindacali, le rappresentanze sindacali unitarie delle Aziende e i familiari, riteniamo si possa penalizzare l’utenza più fragile”, afferma la sigla sindacale.

Nel mirino finisce in particolare il possibile trasferimento del Centro Diurno “Maccacaro”, oggi inserito nel tessuto cittadino, verso una sede periferica. “Allontanare soprattutto una struttura come il ‘Maccacaro’ fuori dal tessuto urbano creerebbe barriere insormontabili, per quegli utenti che attualmente, anche grazie al percorso riabilitativo intrapreso, raggiungono i servizi a piedi, in bicicletta o senza necessità di accompagnamento mediato dall’Ausl stessa”, sostiene la Fp Cgil.

Per il sindacato, la scelta prospettata rischierebbe di entrare in contrasto con il modello indicato dalla normativa nazionale. “Il Ministero della Salute definisce il Centro Diurno come una struttura profondamente integrata nel territorio, fondamentale per offrire ai pazienti percorsi terapeutico-riabilitativi in grado di favorire il recupero dell’autonomia personale, rompere l’isolamento sociale e promuovere il reinserimento nella comunità e/o in ambito lavorativo”, si legge nella nota.

La Fp Cgil richiama inoltre il quadro delineato dal DM 77 sulla riforma dell’assistenza territoriale e dal nuovo Piano di Azione Nazionale sulla Salute Mentale 2025-2030, sostenendo la necessità di mantenere i servizi all’interno di una rete di prossimità. “Si debba lavorare insieme per evitare il configurarsi di una operazione di accorpamento e decentramento che possa dare luogo a diverse criticità sotto molteplici punti di vista, tali da snaturare la funzione riabilitativa e inclusiva, che di fatto sono il mandato dei percorsi affrontati dai Centri diurni”, afferma il sindacato.

Secondo la Cgil, le prospettive indicate dalla programmazione sanitaria nazionale andrebbero nella direzione opposta rispetto a un eventuale trasferimento in una sede periferica. “Le linee strategiche di riorganizzazione della assistenza territoriale individuano nelle Case della Comunità o in presidi di prossimità, i luoghi prioritari ed elettivi per allocare risorse e servizi per la salute mentale”, sottolinea la nota.

Il sindacato cita anche gli investimenti sulla sanità territoriale a Ferrara, ricordando il finanziamento Inail da oltre 13,2 milioni di euro per la ristrutturazione del Padiglione 25 dell’ex Sant’Anna, all’interno della Casa della Comunità “Cittadella San Rocco”. Da qui la proposta di valutare soluzioni alternative: “A fronte del quadro di riferimento ci sembrerebbe naturale ipotizzare un logico assorbimento dei centri diurni negli spazi disponibili nelle sedi di prossimità dell’Ausl”.

La Fp Cgil chiede quindi che l’Azienda sanitaria chiarisca il progetto e apra un tavolo di confronto. “Chiediamo pertanto ai vertici dell’Azienda Usl che le organizzazioni sindacali vengano messe a conoscenza della reale progettualità di questa operazione per aprire quanto prima un tavolo di confronto”, conclude il sindacato.

L’obiettivo dichiarato è mantenere una sanità pubblica territoriale e vicina ai cittadini: “Siamo disponibili a dare il nostro contributo di merito per qualificare le soluzioni che verranno ufficializzate dalle prossime comunicazioni diffuse dall’Azienda, rimanendo però fermi in difesa di una sanità pubblica, territoriale e realmente vicina ai bisogni dei cittadini di Ferrara e provincia”.

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