Sono 11 gli autovelox o tutor che dovranno essere spenti, almeno fino ad omologazione, nel Ferrarese. In Italia sono 850 su poco più di 4mila attivi.
A stabilirlo è un decreto del Ministero dei Trasporti in vigore dal 12 luglio. Proprio al Ministero dovrà essere inviata la domanda per l’omologazione per la quale si dovrebbe ottenere risposta entro 60 giorni dall’invio. Se non dovessero esserci intoppi, in pochi mesi gli apparecchi che rilevano la velocità potrebbero tornare a funzionare.
Ad essere spenti nel nostro territorio saranno 4 tutor e 6 autovelox. I primi sono tutti sotto la gestione della Provincia di Ferrara: uno si trova nel territorio comunale di Bondeno, sulla Sp9; due nel territorio comunale di Ferrara sulla Sp15 (via del Mare); uno sul territorio comunale di Jolanda di Savoia sulla Sp60 (via Gran Linea).
I sei autovelox sono: uno in capo al Comune di Argenta sulla via Adriatica; due all’Unione Terre e Fiumi sul territorio comunale di Copparo sulla Sp2; due sono gestiti dalla Provincia, entrambi sul territorio comunale di Ferrara, sulla Sp69 e sulla Sp25; gli ultimi due sono entrambi sulla Sp15, uno nel territorio di Jolanda di Savoia e uno in quello di Tresignana che li gestiscono.
Come ha spiegato anche il Post “l’omologazione degli autovelox è una questione giuridica e burocratica enorme, che ha prodotto numerosi ricorsi e causato l’annullamento di molte multe per eccesso di velocità”. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione infatti per essere a norma gli autovelox (e i tutor) non possono solamente essere approvati ma anche omologati.
Una distinzione che compare in una legge del 1992 che ha più peso di un decreto ministeriale. Per questo i contenziosi sono destinati a continuare.
Gli 850 apparecchi per la misurazione della velocità che dovranno essere spenti nei prossimi mesi non rientrano tra i 25 modelli che, tramite decreto, il Ministero dei Trasporti ha deciso di considerare automaticamente omologati perché possiedono una serie di caratteristiche indicate nel testo.
Questa “sanatoria” non supera però il valore della legge del 1992, ed è per questo che i contenziosi sono destinati a continuare. Per questo in diversi si sono domandati il motivo per cui non si sia intervenuti direttamente sulla legge eliminando o chiarendo la distinzione tra “autorizzati” e “omologati” che, chiaramente, richiederebbe un iter più lungo ma potrebbe mettere la parola fine sulla questione.
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