Economia e Lavoro
13 Luglio 2026
L'ultima indagine della Camera di Commercio segnala trend positivo per l’Industria manifatturiera (+1,9%), rallentano Edilizia (-4,5%) e Commercio al dettaglio (-0,1%). Export in territorio negativo (-2,5%)

Economia Ferrarese, la guerra fa lievitare i costi di energia e trasporti

di Redazione | 4 min

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L’ultima indagine congiunturale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna indica, per l’economia ferrarese, attese di stabilità della produzione. La domanda e gli ordini si confermano anche a giugno i principali fattori a supporto della produzione: trend positivo per l’Industria manifatturiera, rallentano Edilizia e Commercio al dettaglio. Export in territorio negativo (-2,5%). I costi di produzione restano il principale fattore di freno per le imprese ferraresi fino a 500 dipendenti, con saldi ancora molto negativi; rimangono critiche anche la disponibilità di materiali e le condizioni finanziarie, mentre peggiora il giudizio sulla disponibilità di manodopera. Dalle risposte fornite alla Camera di commercio emerge, inoltre, che, in caso di mancata stabilizzazione del quadro geopolitico, la principale preoccupazione riguarda l’ulteriore incremento dei costi di trasporto e di assicurazione, seguono il rincaro delle materie prime non energetiche e il rischio di ostacoli o di una riduzione delle esportazioni verso i paesi coinvolti nel conflitto, che rappresenta il terzo fattore di rischio più citato dagli intervistati. Questi i dati principali diffusi dall’Osservatorio dell’economia della della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che stima per Ferrara a fine 2026, sulla base delle elaborazioni di Prometeia, una crescita del +0,1%.

“Oggi – ha commentato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – stiamo affrontando una fase di profonde trasformazioni globali, segnata da tensioni geopolitiche e da uno scenario economico particolarmente complesso, che impatta direttamente sulle imprese e sulle loro prospettive di crescita. In questo contesto, le imprese stanno dimostrando capacità di adattamento, visione strategica e volontà di investire sull’innovazione come leva di sviluppo. È in questa direzione che la Camera di commercio, insieme alle associazioni di categoria, è al lavoro per rafforzare la collaborazione tra imprese, università e istituzioni e promuovere progettualità capaci di accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo. Tra queste – ha proseguito il vice presidente della Camera di commercio – la creazione di un ecosistema digitale condiviso, sicuro e interoperabile e, parallelamente, l’ampliamento delle opportunità di internazionalizzazione delle imprese anche attraverso l’apertura di nuovi corridoi strategici di sviluppo. Oggi più che mai, innovazione, apertura internazionale e competenze sono le condizioni indispensabili per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo”.

Tornando all’indagine della Camera di commercio, positiva la produzione industriale (+1,9%, migliore anche rispetto al trend regionale, che si attesta sul +0,4%, e gli ordini (+1,3%), spinti da quelli dall’estero con un +6,1%. In maggiore difficoltà le attività artigiane manifatturiere (produzione -0,3%, nel confronto con il primo trimestre 2025; ordini -0,8%), mostrando però valori meno pesanti rispetto a quelli registrati l’anno precedente (rispettivamente, nel primo trimestre 2025, -4,7% e -4,3%). Soffrono le costruzioni, con un -4,5% dell’andamento tendenziale per il volume d’affari; edilizia, e il commercio al dettaglio (-0,1%). Bene la grande distribuzione organizzata (+5,4%), in territorio negativo il commercio alimentare (-0,3%), assieme al comparto non alimentare (-2,3%). I dati di fonte regionale relativi al turismo, rispetto al primo trimestre 2025, delineano un quadro ancora molto positivo per la provincia di Ferrara: da gennaio a marzo, per gli arrivi +9,5% e per le presenze +12,8%, anche se aprile però non ha mantenuto le aspettative.

Secondo gli indicatori del commercio internazionale di fonte Istat, infine, nel primo trimestre l’export complessivo delle imprese ferraresi risulta essere in rosso (-2,5%), mentre nel 2025 aveva messo in evidenza un ulteriore incremento tendenziale (+4,4%, rispetto all’anno precedente); a valori correnti, in crescita l’export nazionale (+1,3%) e, meno intensamente, anche quello regionale (+0,2%). Complessivamente, da gennaio a marzo 2026, dalla provincia di Ferrara sono state esportate merci per un valore pari a circa 700,4 milioni di euro e la decrescita tendenziale rilevata, equivale a quasi 18 milioni di Euro in meno rispetto all’analogo trimestre dell’anno prima. In negativo anche l’andamento dell’export verso l’Europa (-2,2%) ed in particolare verso i Paesi UE (-2,4%); prosegue però la ripresa del commercio verso la Germania (+6,6%), primo partner commerciale della provincia, nonostante la forte contrazione dell’automotive e le riduzioni dei prodotti chimici, compensati grazie all’export di prodotti agricoli e macchinari. La Francia invece, secondo partner commerciale, registra una contrazione del 19,5% dovuta interamente alla crisi del settore chimico, mentre gli USA si confermano al terzo posto come paese di sbocco delle imprese esportatrici ferraresi, anche se nel trimestre in esame, l’export ha perso ulteriore slancio (-18,5%): in questo caso il decremento è dovuto soprattutto a mancate vendite per oltre 20 milioni di euro di mezzi di trasporto. Le esportazioni verso il mercato cinese sono invece cresciute di quasi 16 milioni, che si traducono in un +64,4%. L’export ferrarese comunque si difende ancora grazie ai macchinari e apparecchi che incidono per oltre un quinto dell’intero export provinciale e registrano un aumento del 16,5% che in termini assoluti sono oltre 25 milioni in più al confronto con lo stesso trimestre del 2025. Seguono le incoraggianti performance dei prodotti agricoli, cresciuti del 9,2% (pari a quasi 10 milioni in più sul dato 2025) e del prodotti alimentari (+6,6% diventando la 4° voce per importanza dell’export provinciale). Crescono anche le voci relative al sistema moda, alla gomma, plastica-ceramica e al trattamento dei rifiuti; quest’ultima con un valore di quasi 33 milioni contribuisce da sola quasi al 5% del nostro export.

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