Il marchio della Spal è ufficialmente del Comune di Ferrara, insieme ad altri sei marchi collegati. L’asta indetta nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale si è conclusa con l’aggiudicazione a Palazzo Municipale per 395mila euro, senza che venissero presentate offerte concorrenti.
La base di partenza dell’asta era fissata a 702.200 euro, con un’offerta minima di 526.650 euro. Non essendosi presentati altri pretendenti, il prezzo è progressivamente sceso fino ai 395mila euro offerti dal Comune che, secondo indiscrezioni, non si sarebbe spinto oltre questa cifra.
Va così in porto il percorso avviato dall’Amministrazione comunale, che lo scorso 16 giugno aveva formalizzato la propria manifestazione d’interesse all’acquisto del marchio oltre che dei trofei storici della società. Una scelta motivata dalla volontà di tutelare quello che il Comune aveva definito un patrimonio identitario profondamente legato alla città, evitando che il nome e i simboli della Spal potessero finire nelle mani di soggetti estranei al territorio.
Con l’aggiudicazione di questa mattina, avvenuta all’Istituto Vendite Giudiziarie di via del Lavoro, tornano nella piena disponibilità della città il nome storico S.P.A.L., lo stemma tradizionale, il celebre “Ovetto”, e le diverse declinazioni del marchio. Un patrimonio che si aggiunge ai beni già acquisiti dal Comune nell’aprile scorso, quando si era aggiudicato all’asta, per 69.500 euro, i beni mobili e le dotazioni sportive dello stadio Paolo Mazza, oltre ai marchi “Stadio Paolo Mazza”, “Accademia S.P.A.L.” e “S.P.A.L. Foundation”, comprensivo del diritto di partecipazione alla fondazione.
“Oggi è un giorno che Ferrara aspettava da tempo – ha commentato il sindaco Alan Fabbri -. Fin dal primo momento, quando la nostra squadra si è trovata fuori dal professionismo, ci siamo detti che non potevamo permettere che il nome, i colori e la storia della Spal finissero dispersi o in mani lontane da questa città. L’aggiudicazione di oggi è il coronamento di questo impegno: un atto dovuto verso la nostra comunità e verso chi non ha mai smesso di crederci, ma anche il punto di partenza per costruire il futuro di questo simbolo così importante per Ferrara”.
L’acquisizione rappresenta l’ultimo tassello di un percorso iniziato ben prima del fallimento della società. Già nel febbraio 2024 il Comune aveva aperto un confronto con la tifoseria per individuare forme di tutela del marchio, mentre nel giugno 2025 centinaia di tifosi avevano consegnato al sindaco un documento chiedendo che fosse proprio Palazzo Municipale a farsi carico della salvaguardia del nome e dell’identità biancazzurra.
La vicenda affonda le proprie radici nella crisi della gestione statunitense guidata da Joe Tacopina. Dopo la mancata iscrizione della Spal al campionato di Serie C e l’avvio della procedura fallimentare, poi trasformata in liquidazione giudiziale, la nuova società è ripartita dall’Eccellenza con la denominazione Ars et Labor Ferrara, mentre il marchio storico e gli altri beni identitari sono confluiti nella procedura. Con l’aggiudicazione odierna, il nome e il simbolo della Spal tornano ora sotto il controllo del Comune, che punta a garantirne una gestione legata esclusivamente alla città e al suo futuro calcistico.
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