Udienza dedicata all’esame delle domande tardive di insinuazione al passivo quella di ieri, mercoledì 8 luglio, in tribunale a Ferrara, nell’ambito del fallimento della Spal Srl di Joe Tacopina e Marcello Follano.
Il numero dei creditori coinvolti in questa seconda tornata si è rivelato superiore alle previsioni: non 58, come inizialmente comunicato in primavera, ma 67. Il giudice delegato li ha ammessi quasi tutti, respingendo soltanto alcune richieste di indennizzo, per un valore complessivo riconosciuto di 6 milioni e 642 mila euro. La cifra supera quella stimata a maggio, quando le prime 58 istanze tardive erano state quantificate in circa 6,2 milioni di euro.
Tra i nove creditori aggiuntisi rispetto alla stima iniziale e quelli già noti figurano nomi legati alla storia recente del club, dall’ex bandiera biancazzurra Eros Schiavon agli ex allenatori Andrea Dossena e Francesco Baldini, passando per l’ex direttore sportivo Alex Casella e alcune figure del settore giovanile.
L’esito dell’udienza segna un nuovo capitolo della lunga vicenda giudiziaria aperta dal crac della vecchia società, che la scorsa estate ha portato all’esclusione dal calcio professionistico e alla rinascita, tra i dilettanti di Eccellenza, sotto il nome di Ars et Labor.
Il curatore fallimentare Aristide Pincelli dovrà ora aggiornare il quadro complessivo delle spettanze tenendo in considerazione soprattutto il marchio storico Spal, la cui asta giudiziaria è fissata per oggi, giovedì 9 luglio. Un’asta che assume un peso ancora maggiore alla luce dei numeri emersi oggi: più il passivo accertato cresce, più si allontana la prospettiva di un recupero integrale per i creditori chirografari, che restano gli ultimi nella scala delle priorità dopo dipendenti, calciatori e creditori privilegiati.
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