Attualità
7 Luglio 2026
Fabio Marzola rivendica il valore storico, sociale ed economico della manifestazione, smentendo quanto detto informalmente dal sindaco Fabbri ai residenti

Il patron del Summer Festival: niente stop ai concerti in Piazza Ariostea

di Redazione | 3 min

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Se il 17 giugno il sindaco Alan Fabbri, nel corso di un incontro informale con alcuni residenti di piazza Ariostea contrari al Ferrara Summer Festival, avrebbe lasciato intendere che dal prossimo anno i concerti non si sarebbero più svolti nell’ovale cittadino, dal patron della manifestazione Fabio Marzola arriva ora un messaggio di segno opposto. Nelle conclusioni di un lungo intervento dedicato al ruolo storico e sociale di piazza Ariostea, infatti, Marzola scrive che il Ferrara Summer Festival “sarà sempre pronto a fare la sua parte”, confermando di fatto la volontà di proseguire con gli eventi nella storica piazza.

Una posizione che riapre il dibattito sul futuro della manifestazione. A seguito del confronto con la delegazione dei residenti, la portavoce del gruppo Claudia Zamorani, aveva riferito che Fabbri, tra il serio e il faceto, avrebbe pronunciato la frase: “Quest’anno mi avete così tanto rotto i coglioxx, che questa sarà l’ultima volta”. Dichiarazioni mai formalizzate dal Comune ma che avevano alimentato le aspettative dei residenti impegnati da mesi nella contestazione dell’evento.

Nel comunicato diffuso da Marzola non c’è alcun riferimento diretto a quella vicenda, ma il passaggio finale sembra andare nella direzione opposta.

“L’attuale funzione di piazza Ariostea – scrive il patron del Ferrara Summer Festival – è perfettamente coerente con quella immaginata oltre cinque secoli fa”. Marzola ripercorre infatti la storia della piazza, ricordando come fosse stata progettata alla fine del XV secolo da Biagio Rossetti, nell’ambito dell’Addizione Erculea voluta da Ercole I d’Este, non come semplice spazio urbano ma come luogo destinato all’incontro, alla vita pubblica e alle manifestazioni cittadine.

Secondo il patron, quella vocazione non è mai venuta meno. Ancora oggi piazza Ariostea rappresenta “uno dei principali punti di riferimento della città”, capace di ospitare eventi culturali, sportivi, tradizionali e di intrattenimento che ogni anno richiamano migliaia di persone.

Marzola insiste anche sulle ricadute economiche generate dalle manifestazioni, sostenendo che ogni evento produce benefici per attività commerciali, pubblici esercizi, strutture ricettive, servizi e comparto turistico. “La presenza di visitatori significa lavoro, economia, promozione della città e nuove opportunità per il tessuto imprenditoriale locale”, afferma.

Una valutazione che, tuttavia, nelle ultime settimane è stata affiancata anche da testimonianze di segno diverso: tra queste quella del titolare della pizzeria Spaccanapoli Express di corso Porta Mare, che ha denunciato un forte calo degli incassi durante il festival, attribuendolo all’isolamento del locale causato dalle transenne installate attorno all’area dei concerti.

Accanto all’aspetto economico, il comunicato richiama quello sociale. Piazza Ariostea viene definita come uno spazio pubblico capace di favorire inclusione, socialità e senso di appartenenza, un luogo in cui la comunità continua a ritrovarsi e a condividere esperienze, mantenendo la funzione per la quale era stata progettata oltre cinquecento anni fa.

Da qui la conclusione. Per Marzola, piazza Ariostea rappresenta “un patrimonio da tutelare e valorizzare”, in grado di coniugare storia, cultura, socialità ed economia. E proprio in quest’ottica il Ferrara Summer Festival, conclude, “sarà sempre pronto a fare la sua parte”. Una frase che appare come una conferma della volontà di continua a organizzare la rassegna nella storica piazza cittadina, nonostante le proteste dei residenti e le indiscrezioni circolate dopo l’incontro del 17 giugno.

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