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Sul caso Grattacielo arriva un doppio intervento in Consiglio comunale. Da una parte il question time della consigliera del Partito Democratico Sara Conforti, dall’altra l’interrogazione della presidente del gruppo Movimento 5 Stelle Marzia Marchi. Entrambe chiedono al sindaco Alan Fabbri di chiarire definitivamente le modalità di accesso agli appartamenti delle Torri A, B e C, dichiarate inagibili dopo l’incendio dell’11 gennaio.

Marzia Marchi (M5S)
Nel proprio atto, Conforti ricostruisce le richieste avanzate dai residenti e dal Comitato dei condomini, evidenziando come il 31 maggio sia stata presentata una “urgente e dettagliata istanza di parziale rettifica, integrazione e chiarimento interpretativo” delle ordinanze sindacali. In quella richiesta si chiedeva di “mitigare i divieti assoluti per consentire accessi indispensabili e mirati”, tra cui l’ingresso dei tecnici per la sigillatura dei contatori, dei periti assicurativi e dei residenti per il recupero di beni personali e documenti.
La consigliera dem denuncia inoltre un “inaccettabile paradosso istituzionale”, sostenendo che “l’amministratore nega gli accessi sulla base degli atti ordinatori del sindaco, mentre le Forze dell’Ordine intestano chiaramente la responsabilità della scelta all’amministratore”. A sostegno della propria ricostruzione richiama la Pec inviata dalla Polizia di Stato il 4 giugno scorso, nella quale viene precisato che “per accedere alle Torri del Grattacielo dovrà rivolgersi direttamente all’amministratore della struttura”.

Sara Conforti (Pd)
Secondo Conforti, il mancato riscontro alle istanze dei cittadini ha creato “un vuoto interpretativo che sta generando gravi danni economici e igienico-sanitari”, impedendo tra l’altro di avviare pratiche assicurative o di effettuare interventi necessari sugli impianti.
Sulla stessa linea anche l’interrogazione presentata da Marchi. La capogruppo del M5S sottolinea che “a cinque mesi dall’incendio, circa 150 famiglie si trovano ancora fuori dalle proprie abitazioni” e hanno necessità di recuperare “beni di prima necessità, strumenti lavorativi, documenti ed effetti personali”, oltre a verificare lo stato di conservazione degli appartamenti “anche a fronte delle segnalazioni di presunti furti”.
Nel documento viene contestata quella che viene definita un'”interpretazione estremamente rigida delle Ordinanze Sindacali” da parte dell’amministratore del condominio, che starebbe impedendo l’accesso agli appartamenti “fatto salvo, in alcuni casi, il pagamento di un servizio di vigilanza privata”.
Marchi evidenzia inoltre come “il pericolo per l’incolumità legato al rischio incendio sia attualmente neutralizzato in quanto le utenze dello stabile sono state completamente chiuse e distaccate” e sostiene che, di conseguenza, “decade la reale necessità di imporre l’accompagnamento da parte di personale provvisto di corso antincendio per brevi accessi logistici”.
L’esponente pentastellata ricorda anche che i residenti stanno promuovendo una raccolta firme per chiedere “la pianificazione immediata di accessi temporanei a titolo gratuito” e denuncia la situazione di chi è stato “costretto a ricomprarsi beni di prima necessità data l’impossibilità di accedere al proprio appartamento di proprietà”.
Entrambe le iniziative convergono sulla richiesta di un intervento chiarificatore da parte del sindaco. Conforti domanda “quale sia l’interpretazione autentica dell’Amministrazione delle ordinanze da essa emesse”, mentre Marchi chiede una “parziale rettifica o integrazione delle Ordinanze Sindacali, chiarendo che gli accessi temporanei per le necessità dei residenti sfollati siano consentiti e non arbitrariamente ostacolati”.
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