Si inasprisce il confronto tra i sindacati dei Vigili del fuoco e l’Amministrazione dopo lo stato di agitazione proclamato nelle scorse settimane al comando provinciale di Ferrara. Lunedì 5 maggio, nella sede della Direzione regionale dei Vigili del Fuoco dell’Emilia-Romagna, si è infatti concluso con un nulla di fatto il tentativo di conciliazione richiesto da Fp Cgil, Uilpa e Conapo.
Un esito che rappresenta la prosecuzione dello scontro già emerso ad aprile, quando le organizzazioni sindacali avevano denunciato “mezzi vecchi” e “condizioni critiche nelle sedi”, lamentando carenze strutturali e operative tali da compromettere il servizio di soccorso sul territorio ferrarese.
Secondo quanto riferito nel nuovo comunicato unitario, “si è consumata una netta rottura tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali” a causa della “assenza di risposte risolutive su criticità ormai divenute insostenibili”.
Tra i temi principali resta quello della dotazione dei mezzi di soccorso. Durante l’incontro il Direttore regionale, la dottoressa Marisa Cesario, avrebbe confermato l’assegnazione di una sola Autopompa Serbatoio con priorità 1. Una soluzione giudicata però “del tutto insufficiente” dalle sigle sindacali, che ribadiscono “la necessità improrogabile di almeno due nuovi automezzi per garantire l’efficienza del soccorso sul territorio ferrarese”.
A pesare ulteriormente sarebbe anche l’assenza di tempistiche certe sulla consegna del nuovo mezzo, elemento che – sostengono i sindacati – alimenta “lo scetticismo delle parti sociali”.
Ma il fronte più delicato riguarda le condizioni della sede di servizio. Nel comunicato vengono citati “problemi agli impianti idrici, termici e di climatizzazione” che “si trascinano da anni senza interventi risolutivi”. Particolarmente grave il nodo dell’acqua: durante il confronto sarebbero stati comunicati i risultati delle analisi che “ne hanno certificato la non potabilità”.
Nonostante le misure precauzionali adottate dal comandante provinciale, “la persistenza di valori fuori norma nell’acqua calda impedisce tuttora l’utilizzo delle docce”, con pesanti ripercussioni per il personale operativo che, al termine degli interventi, non può effettuare “la necessaria igiene personale”.
Sul piano economico, il verbale dell’incontro avrebbe inoltre evidenziato la disponibilità di fondi per il sistema di climatizzazione, ma “l’assenza totale di fondi per la centrale termica”.
Di fronte a quello che viene definito un approccio fatto di “soluzioni temporanee e parziali”, Fp Cgil, Uilpa e Conapo hanno quindi deciso unitariamente di non conciliare, annunciando possibili nuove iniziative di protesta. Le organizzazioni sindacali fanno sapere di riservarsi “più incisive forme di mobilitazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica”, affinché “la sicurezza degli operatori e la qualità del servizio per la cittadinanza tornino a essere una priorità reale”.
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