di Tommaso Piacentini
Cara Repubblica, una e indivisibile: Tu che da ottant’anni sei sinonimo di pace e uguaglianza; Tu che hai accompagnato i tuoi cittadini dal dopoguerra fino ad oggi, attraversando la ricostruzione e il boom economico; Tu che hai visto i giovani sessantottini lottare contro le assurdità della guerra del Vietnam e che ritrovi i giovani di oggi ad affollare le piazze contro le stesse crudeltà perpetrate a Gaza e in Ucraina; Tu che hai segnato l’inizio di un nuovo protagonismo femminile nel Paese, grazie al suffragio universale; Tu che sei passata attraverso gli anni di piombo, l’inchiesta Mani Pulite – dopo la quale sei diventata Seconda – , che hai salutato la Lira e hai lasciato posto all’Euro. 
Insomma, Tu che sei la Repubblica di tutti, anche i ferraresi ti hanno voluto celebrare in questo compleanno così importante. Questa mattina (2 giugno) si sono presentati in piazza Trento e Trieste tutte le autorità civili, militari e religiose, attorniate da numerosi cittadini riversatisi nelle strade per venire a onorarti.
Dopo gli onori al prefetto, Massimo Marchesiello, e il consueto alzabandiera, sono stati resi gli onori a tutti quegli uomini e a quelle donne che sono caduti affinché Tu potessi venire alla luce, relegando al passato, ma evocandolo con sapienza nella Tua Carta costituzionale, l’oscuro periodo della dittatura fascista.
Si è poi tenuto l’imbandieramento della Torre della Vittoria ad opera del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con qualche minuto di apprensione per un viluppo che sembrava non volersi sciogliere, ma che poi ha ceduto tra gli applausi, lasciando spazio a un fiume verde, bianco e rosso.
Si è poi avvicinato al leggio il Prefetto, che ha dato voce al messaggio che il Tuo attuale “papà”, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha voluto far risuonare in tutte le piazze d’Italia: “Il 2 giugno 1946 il voto del popolo italiano segnò, dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica e la lotta di liberazione, una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, eguaglianza e solidarietà, spinto da un’intensa sete di pace”.
“La Repubblica – prosegue il messaggio del Presidente – nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che confluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea Costituente. Ne furono protagoniste in particolare le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella Storia d’Italia. In tale occasione, il libero esercizio del voto fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni il funzionamento della complessa macchina elettorale”.
“La comunità nazionale – ha continuato il Prefetto -, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani proiettati nell’orizzonte europeo. Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente in 80 anni di vita della Repubblica hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza”.
Poi l’invito di Mattarella a non dimenticarsi degli ultimi: “Nella vita dei cittadini e delle comunità, si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze. In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici, sono dei grandi valori, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità delle situazioni di disagio e maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci. Ne dipende il futuro del Paese”.
“Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità, orientata alla coesione sociale. Giungono ai Prefetti e a tutti coloro che si adoperano per la cura dell’interesse collettivo, auguri di buon lavoro e di buona festa della Repubblica” ha concluso il Prefetto.
È poi intervenuto il presidente della Provincia, Daniele Garuti: “Chi si recò alle urne il 2 e il 3 giugno di ottant’anni fa, trovò due schede: una per scegliere se l’Italia dovesse diventare una Repubblica o rimanere una monarchia; l’altra per eleggere l’Assemblea Costituente, a cui parteciparono anche i ferraresi Ilio Bosi, Vincenzo Cavallari e Luigi Preti”.
“Per la prima volta gli italiani furono chiamati a esprimersi dopo oltre vent’anni, durante i quali un regime aveva preteso di governare senza quel consenso, e per la prima volta si votò a suffragio universale. L’importanza di quell’avvenimento è nei numeri: circa 13 milioni furono le donne che votarono, rispetto ai quasi 12 milioni di uomini. Solo così l’Italia poteva dirsi libera e democratica”.
“Se il 25 aprile è la festa della Liberazione, quella del 2 giugno è la festa della cittadinanza e della partecipazione, valori che fondono la nostra democrazia – ha proseguito Garuti -. Il fondamento di questo nuovo inizio repubblicano è la democrazia, che prima ancora di un insieme di regole, si connota come un cammino partecipato lungo la strada dell’assunzione di responsabilità, vincolata al valore della libertà”.
“Nella nostra Regione in quell’occasione, su 2 milioni di elettori, un milione e mezzo si pronunciò per la Repubblica, risultando la regione più repubblicana d’Italia. Allora è proprio compito di tutti stare dalla parte della legalità, contro l’assalto della criminalità e delle mafie, perché è la scelta di stare dalla parte della forza della legge contro la legge della forza”
Nella conclusione, il presidente della Provincia si è rivolto alla situazione in Medioriente: “Anche nella terra che ha visto nascere tre religioni, dove la parola ha un significato sacro, l’auspicio è che il dialogo sia costruttore di legami e soluzioni di pace e, citando le parole di papa Leone XIV, consenta di prevalere sullo scandalo della guerra che divide la famiglia umana”.
Cara Repubblica, una e indivisibile, che il Tuo compleanno rinnovi uno dei motivi per cui sei stata scelta dagli italiani: la pace.