Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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Saranno necessari l’autopsia e gli esami tossicologici per fornire agli inquirenti un quadro più chiaro e contribuire a risolvere il mistero che avvolge la morte di Salvo Felice, 65 anni, e Patrizia Zangaglia, 62 anni. I due, nella mattinata di domenica 31 maggio, sono stati trovati senza vita, uno accanto all’altra, davanti alla porta del bagno, stesi sul pavimento del loro appartamento al terzo piano di una palazzina di edilizia residenziale pubblica al civico 27 di via Canonici.
Tra gli elementi che stanno concentrando l’attenzione degli investigatori ci sono anche alcuni psicofarmaci rinvenuti all’interno dell’abitazione, repertati e sequestrati per essere sottoposti ad accertamenti. Una delle ipotesi al vaglio è infatti quella di una possibile intossicazione risultata fatale, eventualmente legata all’assunzione dei medicinali, in un contesto che sarebbe stato caratterizzato da fragilità socio-economiche. Non si esclude però nemmeno il malore o il gesto volontario.
I primi accertamenti effettuati dai carabinieri hanno invece consentito di scartare sia l’ipotesi del duplice omicidio che quella dell’omicidio-suicidio. Il medico legale infatti, dopo una prima ispezione cadaverica esterna, non ha rilevato ferite né segni di colluttazione, elementi che fanno escludere una morte violenta per mano di terzi. Allo stesso modo, nell’appartamento non sono stati riscontrati segni di effrazione o danneggiamenti a porte e finestre, tant’è che la porta era chiusa da dentro.
La macabra scoperta è avvenuta durante la mattinata di domenica 31 maggio, dopo che alcuni vicini, insospettiti dal forte odore e dal silenzio proveniente dall’abitazione, avevano lanciato l’allarme.
I primi ad arrivare sono stati i sanitari del 118. Non riuscendo ad accedere all’appartamento, poiché la porta era bloccata dall’interno, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Questi ultimi sono riusciti a entrare forzando una finestra del bagno e, una volta all’interno dell’abitazione, hanno aperto la porta d’ingresso consentendo ai soccorritori di accedere ai locali. Dopodiché i carabinieri hanno effettuato il sopralluogo utile a cristallizzare la scena, sequestrando il necessario per le indagini.
I due vivevano in mezzo a un cumulo di cose accatastate, in uno stato di forte degrado. Le loro morti potrebbero essere avvenute due o tre giorni prima del rinvenimento, forse nella giornata di venerdì. Attualmente i corpi sono stati trasferiti in medicina legale e, nelle prossime ore, il pm di turno Ombretta Volta disporrà l’autopsia e gli esami tossicologici da cui potrebbe arrivare la verità su quando e quanto è accaduto in quei tragici attimi in cui Salvo e Patrizia hanno perso la loro vita.
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