Politica
29 Maggio 2026
Intervento dei gruppi di Ferrara aderenti alla rete Reca che criticano la proposta di legge della Regione Emilia Romagna

Legge Aree idonee. Comitati Nobiogas e Ferrara Partecipata: “Inadeguata”

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Nella giornata di mercoledì 27 maggio l’Assemblea legislativa regionale ha approvato la legge regionale sulle aree idonee per l’installazione degli impianti di energia rinnovabile. Come Coordinamento provinciale dei Comitati Nobiogas/Nobiometano e Forum Ferrara Partecipata, unitamente alle reti regionale Reca ( Rete Emergenza Climatica e Ambientale ER) e Amas ( Assemblea Movimenti Ambientalisti e Sociali), siamo stati impegnati nei mesi scorsi, sia con il confronto con le istituzioni, a livello provinciale e regionale, sia con la mobilitazione, per modificare la proposta di legge presentata inizialmente con una serie di proposte precise.

Il testo conclusivo emerso dalla discussione continua, invece, a nostro giudizio, ad essere insufficiente ed inadeguato rispetto alla possibilità di delineare una traiettoria utile per la transizione ecologica ed energetica, rispettosa dei cittadini e dei territori. Abbiamo ben presente che la legge regionale discenda da una legge nazionale sbagliata, la n.4 del 2026, che affida nei fatti la guida della transizione al mercato e ai soggetti privati e lascia pochi spazi perché la legislazione regionale possa modificare radicalmente tale impostazione. Ciò non toglie che la legge regionale appena approvata non coglie sufficientemente la possibilità di introdurre alcuni vincoli significativi rispetto a tale scelta e non dà risposte compiute alle istanze che noi abbiamo avanzato in questi mesi.

In particolare, accanto a diversi altri punti, evidenziamo 4 questioni di fondo sulle quali la legge regionale non interviene in modo soddisfacente:- la limitazione della superficie agricola che si può utilizzare per l’installazione degli impianti. Infatti, se, da una parte, si calcola positivamente la Sau ( Superficie Agricola Utilizzata) a partire dall’inizio del 2020, e non da adesso in avanti, come prevedeva il testo iniziale, dall’altra, però, si compie quest’operazione innalzando la percentuale di Sau che viene portata all’1,5% a livello regionale e al 2,5% a livello dei singoli Comuni, ben al di là dedlla percentuale dell1% che noi avevamo indicato sia a livello regionale che comunale;- la salvaguardia delle aree di interesse paesaggistico e naturalistico.

Qui, in particolare per le zone Unesco, viene giustamente previsto che esse vanno considerate in modo largo ( comprendendovi le aree cosiddette “buffer” e non solo quelle cosiddette “core”), ma, nel corso della discussione sono emerse considerazioni sbagliate da parte di autorevoli componenti della Giunta regionale su una possibile modifica legislativa da parte del governo nazionale in senso restrittivo, che non sarebbero viste negativamente dal governo regionale, aprendo possibili scenari che, ovviamente, destano in noi forti preoccupazioni; l’introduzione di alcuni vincoli relativi agli impianti di biometano e fotovoltaici, che non sono stati presi in considerazione e che, invece, avrebbero potuto orientarli maggiormente verso l’autoconsumo ed evitare fenomeni di eccessiva concentrazione degli stessi;-il tema della partecipazione, che abbiamo sollevato a più riprese e che riteniamo fondamentale e di cui non v’è traccia sostanziale nel testo della legge.

Partecipazione che, a nostro avviso, si sarebbe dovuta sostanziare sia con la consultazione dei cittadini prima della decisioni relative all’installazione degli impianti, sia riconoscendo un ruolo fattivo a Comitati e Associazioni nel corso del processo decisionale, sia nel monitoraggio della situazione che si sarà realizzata a livello regionale e comunale. Insomma, la legge regionale sulle aree idonee non va in modo significativo nella direzione di limitare il ruolo preminente dei soggetti privati e del mercato nelle scelte della collocazione degli impianti di energia rinnovabile, come noi abbiamo rivendicato. Rimane comunque aperta questa possibilità con la predisposizione a breve di un nuovo Piano Energetico Regionale, che sappia indicare gli obiettivi della transizione ecologica ed energetica per il prossimo decennio e costruire un reale processo di pianificazione partecipata degli stessi, fondati sull’idea dell’energia come bene comune. Per quanto ci riguarda, continueremo la nostra iniziativa perché si possa giungere a questo traguardo, sia approntando proposte specifiche a questo fine, sia con la mobilitazione sociale.

COORDINAMENTO PROVINCIALE COMITATI NOBIOGAS/NOBIOMETANO
FORUM FERRARA PARTECIPATA

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com