Monopattino fuori strada sulla Sp10 ad Anita: un ferito grave
Grave incidente nel tardo pomeriggio del 27 maggio lungo la strada provinciale 10, nei pressi della frazione di Anita, nel territorio comunale di Argenta
Grave incidente nel tardo pomeriggio del 27 maggio lungo la strada provinciale 10, nei pressi della frazione di Anita, nel territorio comunale di Argenta
Sono le 15.51 di mercoledì 27 maggio quando l'avvocato Fabio Anselmo arriva a piedi in corso Ercole I d’Este e suona al citofono degli uffici della Questura. Chiede di poter sporgere denuncia per quanto accaduto pochi minuti prima durante il Consiglio Comunale
Spaventoso incidente a Poggio Renatico dove, durante il pomeriggio di mercoledì 27 maggio, un cittadino italiano - S.B. di 69 anni - è rimasto ferito in maniera grave dopo aver perso autonomamente il controllo della propria motocicletta, finendo violentemente a terra
Il sindaco, prima di uscire dall'aula, ha lasciato sui banchi dell'opposizione la fotocopia di una articolo tratto da Ansa.it riguardate una vicenda giudiziaria del figlio dell'avvocato che dopo una breve risposta è andato a denunciare l'accaduto all'autorità giudiziaria
La Sala Estense di Ferrara ha ospitato la premiazione del concorso legato al progetto “La strada per andare lontano”, giunto quest’anno alla 14^ edizione
La replica arriva a stretto giro, duro come il clima che ormai avvolge il caso Fabbri-Anselmo. Il sindaco affida ai social la sua versione dopo la denuncia presentata dal consigliere per quanto accaduto in Consiglio comunale oggi, martedì 27 maggio, dove Alan Fabbri aveva lasciato sui banchi dell’opposizione una vecchia agenzia Ansa sull’arresto, nel 2021, del figlio di Fabio Anselmo.
Una scelta che Anselmo ha definito un tentativo di “colpire un figlio per colpire un padre“. Fabbri, invece, la presenta come un gesto dimostrativo. Un modo, scrive, per ricordare all’opposizione “quanto i fatti personali, specialmente in politica, possono far male“.
“Avrei potuto sfruttare una notizia personale con risvolti politici e non l’ho fatto”, scrive Fabbri. La notizia, spiega, riguardava il figlio dell’avvocato, già allora noto per le sue battaglie contro l’amministrazione comunale. Battaglie che, secondo Fabbri, sarebbero state “strumentali” alla successiva candidatura a sindaco di Anselmo.
Il sindaco sostiene che anche durante la seduta del Consiglio comunale gli sarebbe stato suggerito di tirare fuori quell’argomento. Avrebbe potuto farlo, dice, rispondendo alle domande dell’opposizione sull’incidente stradale del 4 maggio scorso a Sermide, che lo ha coinvolto insieme all’ormai ex assessora Savini. Ma, rivendica, ha scelto di non menzionarlo pubblicamente e di rispondere “puntualmente nel merito”.
Poi, però, prima di uscire dall’aula, Fabbri ha lasciato sui banchi dell’opposizione l’articolo sull’arresto per droga del figlio di Anselmo. “Che non ho voluto menzionare pubblicamente, neanche questa volta”, precisa.
Fabbri richiama poi le parole e le iniziative di Anselmo dopo l’incidente, accusandolo di essersi “subito precipitato” a chiedere le sue dimissioni e di aver fatto “gravi illazioni”. In particolare, il sindaco contesta al consigliere di aver chiesto come mai non si fosse accorto, quel giorno, che l’assessora non fosse in grado di guidare.
Da qui il passaggio più duro: “Allo stesso modo, è lecito chiedersi come mai lui, da padre, non si fosse mai accorto di avere un figlio spacciatore“. Fabbri sostiene poi che sia stato lo stesso Anselmo, “probabilmente e comprensibilmente ferito”, a esternare davanti all’assemblea il contenuto dell’articolo, che altrimenti – secondo il sindaco – sarebbe passato inosservato.
Infine, la chiusura: “Quando si decide di trasformare il dolore e le vicende personali in strumenti di lotta politica, bisognerebbe ricordarsi che quella lama può ferire chiunque”.
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