“Sigilli antimafia su un bene comunale: perché il Comune tace?”
"Chi non ha nulla da temere dovrebbe dirlo subito... Il silenzio non è casuale: mentre si mettevano i sigilli, l'attenzione veniva dirottata sul Nucleo Anti Maranza"
"Chi non ha nulla da temere dovrebbe dirlo subito... Il silenzio non è casuale: mentre si mettevano i sigilli, l'attenzione veniva dirottata sul Nucleo Anti Maranza"
Mattinata di confronto quella di domenica 25 ottobre a Sabbioni con i consiglieri comunali del Pd Enrico Segala e Matteo Proto. A organizzare l'iniziativa è stato Alessandro Fava, segretario del circolo dem Zona Nord
Continua a ingrossarsi il coro di voci contrarie all'ipotetica costituzione a Ferrara di un “Nucleo Anti Maranza”, annunciata dal sindaco in concomitanza temporale allo scoppiare dell'inchiesta sulla infiltrazioni mafiose
L'onorevole di Futuro Nazionale dopo l'operazione dei carabinieri: "Ribadire con forza che Ferrara è e deve rimanere impenetrabile a logiche di stampo mafioso"
Figura anche il nome di Francesco Carità tra le 26 persone indagate dalla Procura distrettuale antimafia di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni della 'Nrangheta nei circuiti di minimoto di Aprilia, Acerra e Ferrara
“Secondo i dati comunicati dalla Regione riferiti a marzo 2026, nessun paziente non autosufficiente o con difficoltà di autogestione in carico all’Ausl di Ferrara è ancora seguito con la teleassistenza”. Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali.
“Sempre a Ferrara comincia invece a prendere piede l’utilizzo del telemonitoraggio di cui si avvalgono 1183 pazienti – ha proseguito il capogruppo regionale azzurro – Ma tutta l’Emilia-Romagna è in generale molto indietro nell’utilizzo dei servizi di telemedicina : solo 3.027 pazienti in teleassistenza e 7.262 in telemonitoraggio, per un totale di poco più di 10.000 assistiti Si tratta di circa l’1% del potenziale stimato, che a livello regionale supera il milione di cittadini, tra cui: circa 350.000 persone non autosufficienti, con limitazioni funzionali nelle attività quotidiane; oltre 700.000 cittadini persone non autogestite con difficoltà nella gestione autonoma della propria patologia cronica. La teleassistenza è un servizio di supporto alla persona, che integra aspetti sociali e sanitari, mentre il telemonitoraggio consente il controllo a distanza dei parametri clinici tramite dispositivi tecnologici. Entrambi i servizi possono migliorare significativamente la presa in carico dei pazienti fragili e generare risparmi rilevanti, grazie alla riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso, dei ricoveri ospedalieri, delle giornate di degenza e delle prestazioni in lista d’attesa. Secondo stime prudenziali, con 200.000 pazienti seguiti in telemedicina si potrebbe ottenere un risparmio tra i 30 e i 40 milioni di euro, solo per la riduzione dei ricoveri. A fronte di questi benefici, sono stati fatti importanti investimenti anche con il PNRR, che nello specifico della Regione Emilia-Romagna ha consentito di acquistare 4.570 kit per il telemonitoraggio più 92 spirometri, per un valore complessivo di oltre 4,2 milioni di euro. Tuttavia, a distanza di quasi due anni dall’acquisto (2024), solo 379 dispositivi risultano effettivamente utilizzati, mentre la grande maggioranza giace ancora nei magazzini aziendali. Nel caso specifico dell’AUSL di Ferrara solo 19 di questi kit sono utilizzati mentre 322 giacciono ancora nei magazzini aziendali”.
“Piuttosto che continuare a giustificare le criticità del sistema sanitario con il sottofinanziamento nazionale, la Giunta regionale e i vertici aziendali dovrebbero concentrarsi sull’attuazione concreta di strumenti già disponibili e finanziati – ha concluso Vignali – È necessario un cambio di passo immediato per portare la telemedicina fuori dai documenti programmatici e renderla finalmente operativa, a Ferrara come nel resto dell’Emilia-Romagna”.
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