Politica
28 Maggio 2026
Fornasini accusa l'opposizione di bocciare il festival promosso da CulturaIdentità, a cui il Comune di Ferrara destina 30mila euro, per ragioni di sensibilità politica. Fiorentini replica: "Diverso dare contributi e aderire a una fondazione"

La variazione al Bilancio passa, ma in aula tiene banco Città Identitarie

di Elena Coatti | 2 min

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Doveva essere una variazione di Bilancio con dentro fondi per alloggi popolari accessibili, servizi digitali e cultura. Invece, in Consiglio comunale, il passaggio più acceso è arrivato sul festival Città Identitarie, finito al centro di uno scontro tra maggioranza e opposizione.

Oggetto di discussione è stato il profilo del soggetto promotore. CulturaIdentità, associazione fondata da Edoardo Sylos Labini, indica tra i propri obiettivi la difesa e la diffusione dell’identità italiana, insieme alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico nazionale. Una missione che l’associazione lega alla riscoperta dell'”italianità” e alla tutela delle tradizioni: elementi che, inevitabilmente, hanno spostato il dibattito dal piano contabile a quello politico-culturale.

A rafforzare questa cornice è anche il Manifesto delle Città Identitarie, che sul sito del progetto viene indicato come documento sottoscritto, tra gli altri, dal fondatore Labini e da Vittorio Sgarbi.

A presentare la delibera è stato l’assessore al Bilancio Matteo Fornasini, che ha ricordato le principali voci del provvedimento: quasi 17mila euro destinati ad Acer per rendere alcuni alloggi popolari fruibili anche da persone con disabilità, 22.400 euro per il progetto “Digitale Facile” e 30mila euro dal Ministero della Cultura, a cui il Comune aggiunge altri 30 mila euro, per il festival Città Identitarie.

La discussione si è incentrata proprio su quest’ultimo punto. Fornasini ha contestato il voto contrario dell’opposizione, accusandola di bocciare l’intera variazione per la presenza di un festival “non affine alla propria sensibilità politica”.

L’assessore ha poi rivendicato la linea della giunta: giudicare le iniziative culturali non per l’orientamento, ma per il valore che portano alla città. E ha citato il caso di Internazionale, festival sostenuto e rafforzato dall’amministrazione comunale: “Se avessimo ragionato come voi, avremmo dovuto chiudere altre manifestazioni culturali. Invece Internazionale ha ricevuto più risorse, perché lo consideriamo importante per Ferrara”.

È arrivata a quel punto a replica del consigliere Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo): “C’è una differenza tra dare contributi a festival organizzati da associazioni, enti o fondazioni terze e aderire a una fondazione, organizzandone poi il festival con 30mila euro di soldi dei ferraresi”. Per l’opposizione, dunque, il problema non sarebbe il sostegno alla cultura, ma il coinvolgimento diretto del Comune in una realtà che, secondo Fiorentini, attraverso i propri canali ufficiali produrrebbe contenuti politici “discutibili sul piano istituzionale”.

Nel confronto è intervenuto allora l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, precisando che si tratterebbe “solo di un abbonamento a un giornale, come fanno naturalmente le biblioteche e il Comune”. La variazione è stata infine approvata con 20 voti favorevoli e 8 contrari.

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