Attualità
27 Maggio 2026
Dopo il ritiro dell’impresa torinese, il nuovo Consiglio punta su recupero crediti, adeguamenti antincendio e riqualificazione delle Torri dichiarate inagibili a gennaio

Grattacielo di Ferrara, il condominio vara un piano di rilancio: caccia a nuovi investitori

di Redazione | 3 min

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Il futuro del Grattacielo di Ferrara passa da un nuovo piano strategico che punta a risanare la situazione economica e finanziaria del complesso, rilanciare la sicurezza delle Torri e riportare all’agibilità l’edificio sgomberato e dichiarato inagibile lo scorso gennaio.

A presentare il progetto è il nuovo Consiglio di Condominio, nominato il 30 marzo scorso, che ha annunciato l’avvio di una nuova fase dopo il venir meno dell’investitore torinese inizialmente coinvolto nelle interlocuzioni preliminari. Il Consiglio ha affidato allo Studio legale Preziosa & Partners la redazione di una relazione economico-finanziaria e strategica per individuare soluzioni operative e attrarre nuovi investitori.

Nel comunicato il Consiglio definisce prioritari “sicurezza, legalità e recupero dell’abitabilità”, evidenziando una situazione economica molto complessa. Secondo i dati diffusi, i crediti verso condomini ammontano a circa 645 mila euro, mentre i debiti verso i principali fornitori superano i 565mila euro. Da febbraio ad oggi sarebbero già stati recuperati circa 87mila euro attraverso transazioni extragiudiziali.

Il piano elaborato prevede un nuovo modello gestionale basato su recupero crediti selettivo, accordi transattivi, riduzione del contenzioso e ricerca di partner finanziari e imprenditoriali. Tra gli strumenti ipotizzati c’è anche la costituzione di una società veicolo, denominata “Grattacielo Ferrara Srl”, che avrebbe il compito di gestire le morosità, acquisire immobili in difficoltà e sostenere economicamente gli interventi urgenti.

La futura società dovrebbe inoltre contribuire all’adeguamento antincendio, al recupero dell’agibilità del complesso e alla riqualificazione delle 197 unità immobiliari presenti nelle Torri. Parallelamente viene ipotizzata la creazione di un “Fondo Economico di Copertura Morosità”, con una dotazione iniziale stimata tra 150mila e 400mila euro, destinato a garantire continuità gestionale e pagamento dei servizi essenziali.

Secondo il cronoprogramma indicato dallo Studio legale Preziosa, i primi accordi potrebbero essere definiti entro uno o due mesi, con eventuale costituzione della società veicolo nel mese successivo. L’avvio dei lavori viene invece ipotizzato tra sei e nove mesi. Il fabbisogno finanziario iniziale stimato varia da 400mila a 600mila euro per uno scenario minimo operativo, fino a oltre un milione di euro per un progetto più strutturato.

Nel documento viene inoltre chiesto il coinvolgimento diretto del Comune di Ferrara, proprietario di alcune unità immobiliari del complesso. Il Consiglio auspica infatti “l’apertura di un tavolo istituzionale permanente con il Comune di Ferrara” per condividere percorsi amministrativi, tecnici e progettuali utili alla riqualificazione dell’immobile.

La vicenda resta intrecciata anche agli accertamenti avviati dalla Magistratura e dalla Guardia di Finanza in seguito agli esposti e alle denunce presentati nei mesi scorsi dal Comitato Grattacielo e da alcuni condomini privati. Il Consiglio sottolinea che il percorso investigativo “seguirà autonomamente il proprio corso nelle sedi opportune”, mentre parallelamente si intende procedere con il piano di rilancio perché “le condizioni economiche, tecniche e strutturali delle Torri del Grattacielo non consentono ulteriori rinvii”.

L’obiettivo dichiarato resta quello di riportare il Grattacielo alla piena operatività, recuperando sicurezza, stabilità finanziaria e valore immobiliare di uno dei complessi più simbolici e discussi della città.

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