Attualità
27 Maggio 2026
Le due realtà femministe intervengono dopo le dichiarazioni del presidente provinciale di Gioventù Nazionale Ferrara, Giacomo Barile: “La violenza maschile sulle donne non ha nazionalità”

Violenza sessuale, Udi e Donne Democratiche: “Basta strumentalizzazioni”

di Redazione | 3 min

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Dure repliche di Udi Ferrara e della Conferenza delle Donne Democratiche di Ferrara alle dichiarazioni diffuse da Giacomo Barile, presidente di Gioventù Nazionale Ferrara, dopo il tentato stupro avvenuto in città ai danni di una studentessa universitaria.

In una nota, Udi – Unione Donne in Italia, storica associazione femminista presente sul territorio da oltre ottant’anni – ribadisce che la violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e trasversale, che non può essere letto attraverso categorie etniche o nazionali.

“I tentativi di stupro, gli stupri consumati, i maltrattamenti fuori e dentro la famiglia ormai non si contano più – scrive l’associazione –. Ciò che caratterizza questi reati è che sono commessi da uomini nei confronti di donne”.

Secondo Udi, l’esperienza maturata in decenni di attività mostra come questi episodi coinvolgano indistintamente italiani e stranieri, vittime e aggressori di ogni provenienza sociale e geografica. “Da tempo abbiamo smesso di considerare la provenienza geografica degli aggressori e delle vittime – affermano – poiché abbiamo capito che ciò che accomuna gli aggressori è il solo fatto di essere uomini”.

L’associazione sottolinea inoltre il proprio lavoro quotidiano a sostegno delle donne vittime di violenza: “Noi non ci limitiamo a esprimere vicinanza alle vittime, perché noi le accogliamo e diciamo loro come ricevere assistenza legale e psicologica”.

Nel mirino di Udi finiscono le parole di Barile, che si è dichiarato “stupido del silenzio delle associazioni femministe”.

“Le dichiarazioni del presidente provinciale di Gioventù Nazionale – scrive Udi – ci lasciano del tutto indifferenti. Sono frutto di mera ignoranza e volontà di strumentalizzazione”.

L’associazione definisce inoltre “di bassissimo livello” il tentativo di utilizzare la vicenda per finalità politiche e invita Barile “a fare un corso accelerato di femminismo”, proponendogli simbolicamente di partecipare alle attività dell’associazione.

Nella nota viene anche richiamata la mobilitazione contro il cosiddetto “ddl Bongiorno”, contestato da diverse associazioni femministe perché, secondo le promotrici della protesta, rischierebbe di modificare il concetto giuridico di consenso nelle violenze sessuali.

Sulla stessa linea anche la Conferenza delle Donne Democratiche di Ferrara, che, in una sua nota, definisce “predatoria” la strumentalizzazione politica dell’episodio.

“La violenza maschile sulle donne fa schifo, chiunque la commetta – scrivono –. Per combatterla servono un cambio culturale, buone leggi e lotta al patriarcato”.

Le Donne Democratiche ricordano inoltre il dibattito parlamentare sulla legge relativa al consenso, sostenendo che la proposta originaria approvata alla Camera nel 2025 fosse in linea con la Convenzione di Istanbul e accusando la destra di averne rallentato l’iter al Senato.

“Poiché a governare è la destra, a Ferrara e a Roma – conclude la nota – Barile potrebbe rendersi utile chiedendo al suo partito di superare l’impasse parlamentare e approvare la proposta originaria. Tutto il resto è solo tentativo di propaganda”.

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