Attualità
27 Maggio 2026
Ricavi su di oltre 1,2 milioni grazie alle mostre. Nanni (Pd) chiede più progetti costruiti su misura per la città e del futuro del cinema Boldini

Palazzo dei Diamanti spinge i conti di Ferrara Arte

di Elena Coatti | 3 min

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Ferrara Arte chiude i conti con il segno più e porta in Commissione numeri che raccontano non solo un bilancio in salute, ma anche il peso crescente della cultura nell’economia cittadina. Questo è ciò che è emerso ieri, 26 maggio, in Commissione consiliare mentre si faceva il punto sull’attività della Fondazione, tra mostre, ricavi, turismo, scuole e sponsorizzazioni.

Il dato più evidente è il risultato di esercizio 2025: 37.663 euro di utile, meglio dei 28.860 euro dell’anno precedente. Ma il salto vero si vede nei ricavi da vendite e prestazioni, passati da 1.921.844 euro nel 2024 a 3.201.580 euro nel 2025. In pratica, 1.279.736 euro in più.

Dietro queste cifre c’è la stagione espositiva di Palazzo dei Diamanti e degli altri spazi cittadini: da Chagall a Mucha, da Boldini a Warhol, fino al progetto sul Cinquecento ferrarese.

Nel 2025 la Fondazione ha anche restituito al Comune, socio unico, 500mila euro. Una scelta che, come ha spiegato l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, ha permesso da un lato un risparmio per l’ente, dall’altro di evitare alla Fondazione un carico fiscale stimato in circa 124.500 euro.

Nel dettaglio, gli altri ricavi e proventi ammontano a 1.016.569 euro: 915 mila euro arrivano dal Comune, 52.100 euro dalla Regione, 3mila dallo Stato, 32.500 da sponsorizzazioni, oltre 8mila da proventi vari e quasi 2mila da altri contributi.

Un passaggio importante ha riguardato proprio le sponsorizzazioni. È stato ricordato il dimezzamento del contributo di Eni Versalis, legato a scelte aziendali, e la necessità di lavorare di più sul coinvolgimento dei privati. Il sindaco del Collegio dei revisori Marco Bolognesi ha sottolineato come sostenere cultura, arte e teatro possa diventare per le imprese anche un investimento sul fronte Esg, cioè sulla responsabilità sociale, oltre che un’occasione da valorizzare attraverso strumenti come l’Art Bonus.

Davide Urban, vice presidente di Ferrara Arte e direttore Confcommercio Ferrara, ha poi allargato il ragionamento alla città. Le mostre, ha spiegato, non riempiono solo i musei: portano visitatori nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi. La mostra di Chagall, in particolare, è stata indicata come uno degli esempi più forti di richiamo nazionale. Nel quadro complessivo è stato ricordato anche il superamento delle 500mila presenze turistiche a Ferrara.

Non solo economia, però. La cultura passa anche dalle scuole, come ha voluto precisare la consigliera Marzia Marchi. Per Chagall sono state registrate oltre 600 classi, per un totale di 13.070 studenti da Ferrara e provincia.

Nel dibattito è poi entrato anche il tema della programmazione espositiva. Il consigliere dem Davide Nanni ha riconosciuto il valore del lavoro svolto da Ferrara Arte e i risultati positivi dell’ultima stagione, ma ha invitato a proseguire sulla strada delle mostre originali, costruite su misura per Ferrara e capaci di valorizzare competenze interne della Fondazione.

Il riferimento è alle esposizioni non semplicemente “itineranti”, cioè pacchetti già confezionati che ‘viaggiano’ tra più città italiane, ma a progetti pensati per Palazzo dei Diamanti e per gli altri spazi cittadini. Secondo Nanni, è proprio quando Ferrara riesce a proporre eventi unici, di qualità e con un forte legame con la propria identità culturale che il richiamo del pubblico diventa più solido e l’impatto sulla città più significativo.

Il confronto ha aperto una discussione sul rapporto tra qualità artistica e capacità di attrarre visitatori. L’assessore Gulinelli ha ricordato che anche mostre con una circolazione nazionale possono essere arricchite da sezioni specifiche e da approfondimenti legati alla storia ferrarese, come avvenuto per Escher con “Mirabilia Estensi” o per Mucha con il focus su Boldini. Al tempo stesso, sono stati rivendicati i grandi progetti prodotti direttamente da Ferrara Arte, come quelli sul Rinascimento ferrarese, costruiti con prestiti internazionali e anni di lavoro curatoriale.

In chiusura, Nanni ha chesto aggiornamenti su tre partite molto attese: Palazzo Massari, Palazzo Prosperi Sacrati e cinema Boldini. Gulinelli ha rimandato l’approfondimento a una commissione dedicata, dove saranno affrontati tempo, lavori e prospettive di riapertura.

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