Attualità
27 Maggio 2026
I numeri del Centro Donna e Giustizia nell'intervento della presidente Angela Alvisi

Violenza sulle donne in costante crescita

di Redazione | 3 min

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In relazione alla notizia di cronaca riportata sulla stampa locale relativa ad un tentato stupro ai danni di una giovane donna avvenuto nella sera di venerdì scorso, ritengo opportuno riprendere pubblicamente alcuni dati del report sulle attività del Centro Donna Giustizia per l’anno 2025.

Ciò che appare con grande evidenza è che il numero di donne che hanno subito violenza è in costante crescita: 437 (trentacinque in più rispetto al 2024) e di queste 279 sono italiane e 162 provenienti da altri Paesi. Incrementa anche il numero delle giovani donne che hanno subito violenza; gli autori sono ormai ben noti: coniuge, convivente, fidanzato, ex, familiare, amico mentre soltanto il 2.5% è risultato essere uno sconosciuto. I suddetti dati sono in linea con gli andamenti nazionali, purtroppo.

La violenza degli uomini contro le donne abita la nostra società, è trasversale alle classi sociali, alle condizioni economiche, alle origini e al colore della pelle, in quanto radicata nel modello culturale patriarcale e sessista che viene trasmesso con l’educazione familiare e scolastica – non solo in Italia – e che informa di sé le diverse istituzioni del nostro Paese. Ed anche il sistema economico neoliberista ha concorso a determinare un terreno di coltura per le diverse forme della violenza, accrescendo le disuguaglianze, separando il lavoro produttivo dal lavoro riproduttivo e di cura, cui sono relegate le donne, esasperando la diseguale distribuzione della ricchezza e del reddito, riducendo il perimetro pubblico dei servizi fondamentali (istruzione e sanità), precarizzando il lavoro.

Per smontare i modelli culturali ed i sistemi che creano disuguaglianze e discriminazioni è necessaria una netta inversione di rotta: introdurre come materia curricolare l’educazione al consenso e sessuo-affettiva fin dalle scuole primarie; contrastare gli stereotipi di genere; rendere obbligatori e con finanziamenti strutturali, i percorsi formativi ad hoc per le professioni sanitarie, le forze dell’ordine e la magistratura; investire risorse strutturali per sostenere i Centri Antiviolenza e riconoscere le professionalità che in essi operano; sostenere la cultura dell’inclusione che accoglie la libertà delle donne e la libertà delle persone con diverso orientamento sessuale; aderire, ciascuno e ciascuna di noi, ad una cultura fondata sulla parità e sul rispetto assumendoci la responsabilità di marcare sempre la distanza da ogni comportamento, atteggiamento, ‘battuta’ irridenti le donne e le persone non binarie o con disabilità.

E non ultimo, modificare la legge sulla violenza sessuale con l’inserimento del consenso libero e attuale quale spartiacque per il riconoscimento del reato di violenza sessuale.

Noi femministe ci attestiamo qui e rileviamo che coloro che ambiscono a governare ed amministrare, dovrebbero assumere impegni concreti nei programmi politici con i quali si presentano al voto, partendo da dati di realtà: la violenza di genere viene operata da uomini – indipendentemente dalle loro origini – ed è rivolta a donne – indipendentemente dalle loro origini.

Angela Alvisi – Presidente Centro Donne Giustizia

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