Palazzo dei Diamanti spinge i conti di Ferrara Arte
Ferrara Arte chiude i conti con il segno più e porta in Commissione numeri che raccontano non solo un bilancio in salute, ma anche il peso crescente della cultura nell'economia cittadina
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La Flc Cgil Emilia-Romagna torna a puntare l’attenzione sulla situazione delle segreterie scolastiche e sulle responsabilità che, secondo il sindacato, vengono impropriamente trasferite su assistenti amministrativi e Dsga
L’Azienda Usl di Ferrara ha predisposto, nell’intera provincia, le aperture degli ambulatori dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta per lunedì 1 giugno
Un ora di sciopero alla Fava di Cento subito dopo che i lavoratori si erano riuniti in assemblea con le Rsu e le organizzazioni sindacali la mattina del 26 maggio tra le 9.30 e le 11. Una decisione che nasce "dalla forte insoddisfazione rispetto ai numeri comunicati dall’azienda sul premio di risultato"
La Direzione del Distretto Socio Sanitario Centro Nord, con i professionisti delle Aziende Sanitarie ferraresi, le associazioni di volontariato e i Comuni del Distretto, hanno organizzato un fitto calendario di incontri su tutto il territorio, rivolti a tutta la comunità, dal titolo “Neurologia, donazione e territorio: nuovi modelli di cura tra innovazione e prossimità”
La Fondazione Teatro Comunale di Ferrara chiude ancora in rosso, ma con una perdita più leggera rispetto all’anno precedente. È questo il dato principale emerso in Commissione consiliare ieri, 26 maggio, dove si è discusso il bilancio della Fondazione.
Il risultato 2025 è negativo per 17.593 euro, ma in netto miglioramento rispetto al 2024, quando la perdita era stata di 145.523 euro. Un disavanzo ridotto di quasi dieci volte, che secondo quanto illustrato in Commissione porta il bilancio del Teatro molto vicino al pareggio. I ricavi da vendite e prestazioni registrano un lieve calo: da 770.518 euro nel 2024 a 747.777 euro nel 2025. Crescono invece gli “altri ricavi e proventi”, passati da 4.707.904 euro a 5.331.205 euro.
Dentro questa voce ci sono soprattutto i contributi pubblici: oltre 3 milioni dal Comune, oltre 800mila euro dallo Stato e quasi 200mila euro dalla Regione. Le sponsorizzazioni ammontano a 92.168 euro, ma è stato evidenziato il dimezzamento rispetto al passato: una riduzione pesante per un teatro di tradizione, già fisiologicamente dipendente da contributi pubblici e privati.
L’assessore alla Cultura Marco Gulinelli ha rivendicato il lavoro fatto sul controllo dei costi: nel 2025 è stato rafforzato il monitoraggio della spesa e la stessa linea prosegue nel 2026, con un andamento definito al momento “tendenzialmente positivo”. Il contributo del Comune resta però decisivo per mantenere l’equilibrio, come accade per tutti i teatri. Il paragone portato in aula è stato quello della Scala di Milano: dimensioni diversissime, ma stesso principio, cioè l’impossibilità di reggere la produzione culturale solo con la vendita dei biglietti.
Il Comunale, ha ricordato Gulinelli, è ormai aperto tutti i giorni e lavora su più fronti: lirica, danza, prosa, teatro ragazzi, festival, eventi in affitto e iniziative di sistema. Nel 2025 la lirica ha contato sette titoli, tra cui Madame Butterfly, Andrea Chénier, Il matrimonio segreto e Tosca. La danza ha visto cinque titoli, il festival di danza contemporanea 12 eventi, la prosa 21 titoli complessivi tra stagione 2024-25 e avvio 2025-26, mentre il teatro ragazzi ha proposto 14 titoli.
Tra gli interventi straordinari sono stati citati il restauro dello storico pianoforte Steinway della Fondazione, la riqualificazione acustica della Sala del Ridotto e la collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara per studiare l’impatto acustico dei concerti amplificati.
Il dibattito si è però acceso sui conti. Il consigliere dem Davide Nanni ha chiesto chiarimenti sull’aumento dei contributi comunali negli ultimi anni e sulla sostenibilità della gestione, ricordando che dal 2021 il sostegno del Comune è cresciuto fino ai 3,8 milioni di euro previsti per la gestione ordinaria 2026. Dal Teatro è arrivata la risposta: una Fondazione non deve guadagnare, ma tendere al pareggio. Così è intervenuto il direttore generale Carlo Bergamasco. La perdita, ha sottolineato, è minima rispetto all’anno precedente e deriva da costi crescenti per energia, logistica, trasporti, facchinaggio e produzione.
Il sindaco del Collegio dei revisori, Marco Bolognesi, ha spiegato che sono stati introdotti controlli più severi, con budget mensili e analisi dei singoli spettacoli. L’obiettivo è evitare squilibri e mantenere il patrimonio netto in sicurezza. Anche la stagione di prosa è stata riorganizzata con un budget dedicato, stimato intorno ai 300-330 mila euro, per contenere il rischio economico.
Ampio spazio, nella seconda parte della discussione, al capitolo Vasco Rossi e al ruolo della Fondazione Teatro nell’organizzazione delle due date di giugno al Parco Urbano. A sollevare il tema è stato ancora il consigliere Nanni, chiedendo chiarimenti sul rapporto economico tra Comune, Fondazione e Live Nation, società che gestisce i diritti dei concerti dell’artista.
Il nodo posto da Nanni è stato molto concreto: se il Comune trasferisce risorse alla Fondazione Teatro perché questa operi come soggetto attuatore, quale ritorno economico arriva poi da Live Nation? In altre parole, il consigliere ha chiesto se, oltre alla ricaduta indiretta sulla città, sia stato previsto anche un riconoscimento economico diretto, per esempio una quota sui biglietti o un contributo fisso da parte dell’organizzatore privato. Nanni ha richiamato il precedente Modena Park, il grande concerto di Vasco Rossi a Modena, ricordando come in quel caso il Comune avesse incassato una percentuale sui biglietti. Da qui la domanda: Ferrara ha contrattato qualcosa di simile?
La risposta è stata netta: no, la Fondazione Teatro non incassa nulla sui biglietti. Il contratto con Live Nation prevede, ha spiegato Bergamasco, il pagamento da parte della Fondazione di una prestazione artistico-produttiva. Il Teatro, quindi, non partecipa agli introiti della biglietteria, ma agisce come soggetto attuatore dell’evento individuato dal Comune.
Sul piano contabile, il costo del progetto di Vasco nel preventivo 2026 è pari a 1,2 milioni di euro, coperto da un contributo comunale dello stesso importo. Per la Fondazione, è stato precisato dal revisore, l’impatto economico è dunque neutro: entra 1,2 milioni, esce 1,2 milioni.
Nanni ha poi chiesto chiarimenti sulla ripartizione dei fondi per Vasco e per gli altri eventi di sistema. In Commissione è stato precisato che il contributo da 1,2 milioni per Vasco rientra nel contributo comunale ordinario da 3,8 milioni, mentre il milione e mezzo straordinario riguarda altri appuntamenti, tra cui Ferrara Summer Festival, Battiti Live Spring e 150 anni del Corriere della Sera.
Il confronto și è quindi concentrato sul ritorno economico dell’operazione. Per Nanni, un evento di questa portata avrebbe potuto prevedere anche un rientro diretto dal privato organizzatore, come una quota sui biglietti o un contributo fisso, richiamando il precedente di Modena Park. L’assessore Gulinelli ha invece respinto il paragone con Modena e difeso la scelta come investimento di sistema: il beneficio, ha spiegato, non sta nell’euro a biglietto, ma nell’indotto generato dall’arrivo di migliaia di persone.
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