di Tommaso Piacentini
“La flotilla continuerà finché non terminerà l’occupazione della Palestina”. Suonano come una promessa le parole di Elettra Negrini, attivista ferrarese della flotilla, a poche ore dalla notizia che tutte le barche dirette a Gaza sono state intercettate dalle forze armate israeliane: la promessa che la Global Sumud Flottila tornerà.
Elettra era in piazza ieri (19 maggio) insieme al suo compagno Gonzalo – anche lui attivista – per protestare contro quello che loro stessi avevano vissuto lo scorso 29 aprile: questo lunedì (18 maggio), infatti, la flotilla è stata ancora una volta intercettata in acque internazionali dalla marina israeliana. Circa trecento gli attivisti arrestati, tra questi anche dodici cittadini italiani.
Allora anche a Ferrara si decide a scendere in piazza, accodandosi alle proteste di lunedì, come segno di solidarietà verso gli attivisti e di protesta contro i governi israeliano e italiano, tacciato, quest’ultimo, di immobilismo nel “condannare il rapimento di civili in acque internazionali”: “Siamo qui per condannare l’aggressione della marina israeliana nei confronti della flotilla, per denunciare ancora una volta l’atto di pirateria compiuto dal governo israeliano, un atto in chiara violazione del diritto internazionale – ha dichiarato Corrado Oddi della Rete per la Pace Ferrara -. Noi siamo l’equipaggio di terra della flotilla, l’equipaggio di terra che si è visto ieri in più di 30 città italiane e che continua ancora oggi nelle manifestazioni in tutta Italia. Noi continueremo la nostra iniziativa per sostenere la flotilla”.
È poi Andrea Firrincieli della Rete per la Pace Ferrara a farsi portavoce delle richieste per la liberazione degli attivisti e per condannare le azioni di Israele: “Come Rete Pace Ferrara chiediamo l’immediato rilascio di tutti gli equipaggi della Global Sumud Flotilla sequestrati dall’esercito israeliano lunedì 18 maggio. Ancora una volta siamo di fronte ad azioni criminali del governo di Israele. Siamo in presenza di un atto di pirateria perpetrato dalla Marina israeliana in acque internazionali, in aperta violazione e spregio del diritto internazionale”.
“Le istituzioni non possono stare silenti e devono invece pronunciarsi con chiarezza, a partire dal governo italiano”, ha proseguito Firrincieli, che si è rivolto al governo di Giorgia Meloni chiedendo di “esprimere inequivocabilmente la condanna del rapimento di civili in acque internazionali”, di “offrire protezione diplomatica a tutti gli italiani a bordo delle barche della Flottilla e coordinarsi con gli altri governi per assicurare l’incolumità dei partecipanti da tutte le 55 nazioni che sono rappresentate fra l’equipaggio” e, infine, di “mettersi urgentemente in comunicazione diretta con i governi greco e turco, in quanto l’azione ha avuto luogo presso le acque territoriali dell’isola di Cipro, per pretendere che esercitino le proprie responsabilità”.
Responsabilità a cui anche Elettra inchioda il governo greco, che accusa di complicità negli attacchi alla flotilla: “Per la notte dell’abbordaggio (del 29 aprile ndr) il governo greco era assolutamente complice e consapevole di quello che stava succedendo. C’erano tre navi greche che stavano supervisionando il nostro sequestro ed eravamo praticamente al limite delle acque europee e quando siamo stati sequestrati eravamo già in acque greche”.
“Quando siamo arrivati alla costa dell’isola di Creta siamo rimasti fermi per 7 ore – ha spiegato Elettra -, sembravano fossero organizzati perché avevano autobus ma non acqua a sufficienza. Quando ci hanno iniziato a caricare sugli autobus, l’idea era quella di deportarci: è stato un viaggio lungo verso l’aeroporto a cui non siamo arrivati con gli autobus perché ci siamo fermati ancora una volta e, dopo vari ritardi, abbiamo deciso di scendere e marciare da soli verso l’aeroporto”.
Cita la risoluzione dell’Onu del settembre 2024 Maria Calabrese della Rete, per sottolineare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese: “L’assemblea generale dell’Onu ha approvato una risoluzione non vincolante, e questo è il problema, in cui ha chiesto che Israele si ritiri entro un anno dalle colonie dei territori palestinesi occupati in Cisgiordania e a Gerusalemme est. La risoluzione è stata approvata con 124 voti favorevoli, 14 contrari e 43 astenuti. L’Italia si è astenuta”.
“La risoluzione, proposta dall’autorità palestinese, riafferma un parere già espresso a luglio dalla corte penale di giustizia dell’Onu secondo cui le colonie israeliane e l’utilizzo delle risorse naturali che Israele fa in quelle zone viola il diritto internazionale. Tante sono le forme di violazione del diritto internazionale, come adesso con la flotilla”.
Un diritto internazionale violato a cui si è appellata anche Melissa Dabusti del gruppo Sanitari per Gaza: “Il gruppo rivendica il dovere morale e deontologico di difendere la vita, la salute e la dignità umana, opponendosi a ogni pratica disumanizzante e genocidaria in aperto contrasto con tutte le leggi internazionali, umanitarie e mediche”.
“Dal 7 ottobre 2023, il 78% delle strutture sanitarie sono state distrutte o danneggiate, oltre 1800 operatori sanitari sono stati uccisi. 446 sanitari sono stati illegalmente detenuti e molti di loro, tuttora, arbitrariamente detenuti in condizioni disumane, sottoposti a violenze e torture. Oltre 71mila palestinesi civili sono stati uccisi. È chiaro a tutti il sanitaricidio intenzionale messo in atto a Gaza”.
I circa cento partecipanti alla manifestazione si sono poi diretti in corteo verso la prefettura, mentre sugli schermi dei cellulari comparivano le prime notifiche: ‘Spari di Israele su 6 barche, una è italiana’, ‘Fermate tutte le barche della Flotilla, 29 gli italiani trattenuti da Israele’. Riecheggiano così nella memoria le parole di Elettra: “La flotilla continuerà”.
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