Politica
20 Maggio 2026
La consigliera Marzia Marchi chiede dati su costi, mancati introiti e gestione degli sfollati dopo l’incendio del gennaio 2026. Nel mirino anche i ritardi nelle risposte agli atti ispettivi dell’opposizione

Grattacielo. Accesso agli atti del M5S che attacca il Comune: “Amministrazione poco trasparente”

di Redazione | 3 min

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Una richiesta urgente di accesso agli atti sul caso Grattacielo e, contestualmente, un duro attacco politico all’Amministrazione comunale accusata di scarsa trasparenza nei confronti delle opposizioni. È quanto emerge da un’istanza di accesso agli atti e presentata dal Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle di Ferrara, firmati dalla consigliera comunale Marzia Marchi.

L’istanza, indirizzata ai dirigenti dei settori Finanze, Patrimonio e Politiche sociali, riguarda l’impatto economico, fiscale e sociale dell’incendio che nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2026 ha colpito il complesso del Grattacielo, con particolare riferimento alla Torre B, indicata come “epicentro del sinistro”.

Nel documento il M5S ricostruisce quanto avvenuto dopo il rogo, ricordando che “la Torre B è stata la prima unità strutturale a subire l’immediato provvedimento di chiusura e interdizione totale”, mentre successivamente le ordinanze sindacali hanno esteso “la dichiarazione di totale inagibilità anche alle Torri A e C”.

Secondo quanto scritto dalla consigliera, “ad oggi, l’intero perimetro delle tre torri e i relativi locali commerciali al piano terra risultano sotto divieto assoluto di accesso e permanenza”, con “quasi 100 nuclei familiari che non hanno ancora ricevuto dall’amministrazione condominiale un piano concreto o un cronoprogramma per il rientro sicuro nelle proprie abitazioni”.

Nell’accesso agli atti il Movimento 5 Stelle chiede al Comune una dettagliata rendicontazione delle somme versate dal 2018 ad oggi per le quote condominiali relative ai circa 50 millesimi di proprietà comunale presenti nel complesso, comprese le spese per “l’adeguamento antincendio strutturale del Grattacielo”. Vengono inoltre richieste informazioni su eventuali “pendenze o morosità contestate all’Ente”.

Altro punto centrale riguarda la stima del danno economico subito dal Comune in termini di minori entrate tributarie. Il M5S domanda infatti una valutazione sul “decremento del 50% applicato coattivamente alle unità immobiliari e commerciali” per l’Imu, sul “mancato incasso dovuto alla legittima sospensione della Tari” e sugli effetti economici derivanti dal blocco delle attività commerciali presenti nel complesso.

La richiesta si estende anche ai costi sostenuti dal Comune per l’assistenza agli sfollati, con particolare riferimento alle spese affrontate “per il collocamento temporaneo, l’accoglienza e il sostentamento dei nuclei familiari sfollati e dei soggetti più fragili presso alberghi, strutture protette e residenze sanitarie assistenziali”.

Parallelamente all’istanza ispettiva, il Movimento 5 Stelle ha diffuso anche un intervento politico dal titolo “Amministrazione comunale perché non rispondi?”, nel quale vengono contestati i ritardi nelle risposte agli accessi agli atti e alle interrogazioni presentate dall’opposizione.

“Si potrebbe parlare di una scarsa trasparenza di questa amministrazione”, scrive il gruppo consiliare, che accusa il Comune di “non rispettare i tempi per la consegna dei bilanci”, di fornire “risposte evasive o tardive” e di non convocare “le commissioni richieste dall’opposizione”.

Nel comunicato, però, il M5S precisa: “Noi del M5S non facciamo illazioni, semplicemente chiediamo risposte ai nostri accessi agli atti che a norma di regolamento dovrebbero venire evasi con la massima sollecitudine”.

La consigliera Marchi cita quindi alcuni accessi agli atti ancora inevasi, tra cui quelli relativi all’Associazione Musicale Butterfly, all’Associazione Mondo Libero dalla Droga, al contratto di locazione della casa dell’Ortolano e quello presentato sul Grattacielo.

Critiche anche sui tempi di risposta a interrogazioni e interpellanze consiliari. “Accade che su temi scomodi, come quelli che riguardano i rapporti con la società Dott che gestisce i monopattini, un’interrogazione giaccia inevasa dal 20 marzo”, sostiene il gruppo.

“Inutile, a quanto pare, anche rivolgersi al Prefetto come previsto dalla normativa. Non resta che denunciare e attendere”, conclude il comunicato firmato da Marzia Marchi e dal Gruppo territoriale M5S Ferrara.

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