Politica
19 Maggio 2026
Il segretario regionale Eugenio Fusignani commenta le parole di Renata Gagliani: "Feriscono profondamente la storia e l'identità"

Pri, scontro dopo il caso Fabbri-Savini: “La segretaria locale torni sui propri passi”

di Redazione | 3 min

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Posizioni che “feriscono profondamente la storia e l’identità” del Partito Repubblicano Italiano. È così che Eugenio Fusignani, segretario regionale del Pri Emilia-Romagna, commenta le parole di Renata Gagliani, segretaria locale del Pri, sulla vicenda dell’incidente che a Sermide, lo scorso 4 maggio, aveva coinvolto l’automobile su cui viaggiavano il sindaco Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini. Gagliani infatti, contestando quanto affermato dal vicesegretario Riccardo Saporetti, aveva detto che le parole di quest’ultimo esibivano “tutto l’apparato della più trita ipocrisia“.

“Mi stupiscono molto le esternazioni della segretaria del Pri di Ferrara perché conosco la sua correttezza e il suo buon senso. Purtroppo le sue posizioni sembrano espresse più emotivamente che politicamente e così, invece di colpire la figura del vicesegretario Riccardo Saporetti, che aveva espresso una posizione equilibrata e rispettosa del sentire repubblicano e a cui va la piena fiducia mia e dei repubblicani emiliano-romagnoli, feriscono profondamente la storia e l’identità del Pri” afferma Fusignani.

Il segretario regionale prosegue: “Definire «trita ipocrisia» l’esigenza di trasparenza e «visione nostalgica» il richiamo all’etica pubblica, significa non aver compreso la differenza tra l’amministrazione della cosa pubblica e la gestione di un circolo privato. Noi non siamo mai stati giustizialisti, né beceri moralisti, ma la politica possiede codici etici e di condotta che si mostrano molto più con la forza degli esempi che con quella delle parole. L’etica della responsabilità e il dovere sono pilastri del pensiero mazziniano e coordinate ideali imprescindibili per chi vuole occuparsi della res publica e, in questo senso, irrinunciabile bussola politica per ogni repubblicano che intenda rappresentare la nostra storia di fronte ai cittadini”.

“Il Pri – evidenzia – non è mai stato, non è e non sarà mai, il paravento di nessuno. Affermare che i provvedimenti assunti dall’assessore siano stati «pronti» è una palese mistificazione della realtà poiché i fatti dicono che sono arrivati solo a seguito della pressione mediatica, proprio partita dalle colonne di Estense.com, dopo giorni di un silenzio assordante e istituzionalmente irrispettoso. Intendiamoci bene: non si tratta di crocifiggere l’ex assessora Savini, ma nemmeno di farla passare per una sorta di eroina per aver fatto semplicemente ciò che era dovuto in una simile circostanza. Così come non si possono in alcun modo giustificare le inaccettabili minimizzazioni del primo cittadino”.

“Infatti, il «consenso personale» di un amministratore, per quanto vasto, non lo pone al di sopra del dovere di verità verso i cittadini” sottolinea.

Fusignani chiede a Gagliani di ritornare sui propri passi: “Per questo auspico vivamente che la segretaria provinciale sappia rivedere la propria posizione e la invito a farlo nel più breve tempo possibile, facendo appello al suo profondo senso di responsabilità politica e istituzionale in un momento così delicato. Anche perché come dovrebbe sapere da dirigente nazionale qual è, il Pri nazionale ha anche nell’ultimo Consiglio Nazionale ribadito la profonda incompatibilità politica proprio col partito che a Ferrara esprime il sindaco”.

“Il Partito Repubblicano Italiano non abdicherà mai ai propri valori per compiacere il potente di turno. E soprattutto, con la storia di 131 anni di presenza politica, non intendiamo fare sconti né retrocedere di un millimetro sulla difesa della legalità e della trasparenza” chiude il segretario.

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