Politica
11 Luglio 2026
Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara commentano le parole sui social del sindaco dopo la decisione del Tar sugli eventi del Summer Festival. Sull'acquisizione del marchio Spal: "Quel Tacopina che aveva presentato come salvatore"

“La propaganda di Fabbri e la realtà”

di Redazione | 2 min

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di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara

È un vecchio vizio della vecchia politica fingere di aver vinto anche quando la sconfitta è palese. Ieri il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, ha dovuto incassare uno smacco dietro l’altro e quindi si è precipitato a scrivere social post entusiastici tentando, maldestramente, di trasformarli in belle notizie.

Il Tar ha dato ragione al Comitato di Cittadini di piazza Ariostea a proposito dell’inadeguatezza del luogo come sede del Summer Festival a fronte di un Regolamento Comunale difforme dalle normative regionali in materia di limiti acustici e temporali, costruito in deroga a tutto e che consente anche di derogare alle stesse proprie deroghe.

Ora il Comune dovrà eliminare alcuni eventi e quelli restanti non potranno superare l’orario delle 23.30. Ma Fabbri esulta per gli otto concerti che potrà ancora fare. Ed esulta doppiamente perché il Comune si è aggiudicato il marchio della Spal per 395mila euro, senza che ci fossero altri concorrenti, marchio che la città aveva perso a causa del fallimento della nostra squadra finita nelle mani di quel Tacopina che Fabbri aveva presentato come il salvatore, rifiutando a lungo di vedere i segnali di allarme.

Ieri (giovedì 9 luglio, ndr) è anche accaduto che l’Ars et Labor, simulacro della Spal, sia stata acquistata da un imprenditore di Malta, soltanto 1 anno dopo l’assegnazione, ancora una volta entusiastica del Sindaco Fabbri, della squadra ad una cordata argentina, che aveva promesso mari e monti e nemmeno ci ha portati in D; cordata che Fabbri e la sua Giunta avevano preferito ad altre 5 proposte, compresa quella con base locale.

Al netto della trita e costosa propaganda, quel che resta sono evidenti fallimenti di una amministrazione superficiale e arrogante. Quel che auspichiamo ora è che l’Amministrazione si sbrighi a modificare sostanzialmente il Regolamento sugli eventi e che, per una volta, sappia proteggere il marchio della Spal. Restituirlo alla città è stato il minimo dopo una serie di scelte sbagliate.

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