Cronaca
11 Luglio 2026
L'amministratore unico della società che aveva organizzato l'asta per la vendita dovrà pagare 1.500 euro di multa e una provvisionale di 5mila euro alla parte civile

Vende auto usate all’asta, ma lo sono troppo: condannato per frode in commercio

di Redazione | 2 min

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Condannato a 1.500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile. È la sentenza pronunciata nella mattinata di venerdì 10 luglio dal tribunale di Ferrara nei confronti dell’amministratore unico della società che, nel 2022, aveva organizzato un’asta per la vendita di autovetture usate, riconosciuto colpevole del reato di frode in commercio.

La vicenda trae origine dall’acquisto, tra l’aprile e il maggio 2022, di due vetture usate – una Fiat Punto e una Toyota Aygo – da parte del titolare di un’autofficina e rivendita di automobili della provincia di Ferrara, parte civile nel procedimento e assistito dall’avvocato Pasquale Longobucco.

Secondo quanto emerso a dibattimento, l’imprenditore aveva deciso di partecipare all’asta confidando nelle descrizioni riportate nelle schede tecniche delle due auto. Una volta consegnati i veicoli, però, le loro condizioni si sarebbero rivelate ben diverse da quelle prospettate al momento della vendita.

Durante  propria deposizione, la parte civile aveva riferito che la Fiat Punto presentava numerosi difetti non indicati nella documentazione: il paraurti era tenuto insieme con nastro da imballaggio, la griglia del radiatore risultava staccata, un finestrino non si chiudeva, l’aria condizionata era assente e il motore presentava gravi anomalie

Analoga, sempre secondo quanto era stato riferito in aula, la situazione della Toyota Aygo, immatricolata nel 2009, che avrebbe montato pneumatici risalenti al 2001 e presentato il tettuccio corroso e tracce di muffa all’interno dell’abitacolo, condizioni che non sarebbero state riportate nella scheda descrittiva del veicolo.

Al termine del dibattimento, il tribunale di Ferrara ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il reato contestato, condannandolo alla pena di 1.500 euro di multa, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro in favore della parte civile.

La quantificazione dell’eventuale risarcimento dei danni dovrà essere demandata al giudice civile.

 

 

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