Politica
12 Maggio 2026
Il vicesegretario regionale Riccardo Saporetti interviene sulla vicenda che ha coinvolto il sindaco e l’ex assessora. Nel mirino il “doppio standard” politico e la gestione pubblica dell’episodio

La denuncia che non t’aspetti, il Pri attacca Fabbri: “A parti invertite avrebbero chiesto le dimissioni”

di Redazione | 3 min

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Anche il Pri regionale prende posizione sull’incidente stradale che nei giorni scorsi ha coinvolto il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini. A intervenire è Riccardo Saporetti, vicesegretario regionale e rappresentante della Federazione repubblicana ferrarese, che punta soprattutto sul tema del presunto doppio standard politico nella gestione della vicenda.

“Viene infatti da chiedersi, con spirito critico, quale sarebbe stata la reazione del Sindaco Fabbri e delle attuali forze di maggioranza se un episodio analogo avesse coinvolto un Sindaco di centrosinistra e un suo assessore”, afferma Saporetti. “Con ogni probabilità, non avremmo assistito a messaggi di comprensione o a tentativi di derubricare l’accaduto a fatto privato, ma a una richiesta tonante di dimissioni e a una condanna politica senza appello in nome della sicurezza stradale e del decoro istituzionale”.

Secondo il Pri, infatti, la vicenda “assume una rilevanza ancora più stringente se si considera che proviene da una parte politica che ha fatto dell’ordine, del rigore e della legalità inflessibile la propria bandiera identitaria”. Da qui la critica a quella che viene definita una “legalità a geometria variabile, dove il pugno duro vale per gli altri e la comprensione umana solo per sé stessi”.

Nel comunicato, Saporetti premette comunque il sollievo per le conseguenze non gravi dell’incidente: “Anzitutto come repubblicani ferraresi esprimiamo sollievo per il fatto che nessuno abbia riportato conseguenze fisiche gravi”. “In vicende di questo tipo l’aspetto umano viene prima di ogni valutazione politica o amministrativa”, aggiunge.

Il Pri richiama poi il tema della trasparenza istituzionale, chiedendosi “perché una vicenda che coinvolge figure apicali dell’amministrazione comunale sia emersa pubblicamente soltanto a distanza di giorni”. Secondo Saporetti, “l’etica della responsabilità impone a chi ricopre incarichi pubblici, il dovere di garantire chiarezza, tempestività e rispetto dell’opinione pubblica”.

Nel testo viene inoltre riconosciuta “la responsabilità delle dimissioni dell’Assessore Francesca Savini”, definite “scelta inevitabile alla luce della gravità dell’accaduto e della necessità di tutelare il prestigio delle istituzioni cittadine”.

Più severo invece il giudizio sul comunicato diffuso dal sindaco Fabbri, ritenuto “più orientato a minimizzare l’accaduto che ad affrontarlo con la necessaria sobrietà e responsabilità istituzionale”. Per il Pri, “l’etica pubblica non può essere trasformata in una narrazione autoassolutoria o in un riconoscimento eroico di comportamenti che, seppur fortunatamente privi di conseguenze tragiche, avrebbero potuto averne di gravissime”.
Nel finale, Saporetti ribadisce che “quando si ricoprono ruoli istituzionali il tema non è soltanto giuridico o amministrativo, ma anche etico e politico”, sostenendo che “determinati comportamenti incidono inevitabilmente sulla credibilità delle istituzioni e sul rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori”.

“Ferrara meriti rispetto, trasparenza e senso della misura”, conclude il dirigente repubblicano, aggiungendo che “non servono polemiche strumentali, ma nemmeno tentativi di banalizzare episodi che, per il ruolo pubblico dei protagonisti, assumono inevitabilmente una rilevanza politica, istituzionale e amministrativa”.

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