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Nuova replica di Arcigay Ferrara-Gli Occhiali d’Oro nel botta e risposta con l’assessora comunale Angela Travagli sulla vicenda della panchina arcobaleno inaugurata a Ferrara.
In una nota diffusa dal direttivo dell’associazione, Arcigay sostiene che dalla replica dell’assessora “emerge un atteggiamento di chiusura e conflitto nei confronti della nostra associazione: un conflitto che non abbiamo mai cercato né alimentato”.
L’associazione entra poi nel merito delle dichiarazioni relative alla propria organizzazione interna, contestando alcune affermazioni attribuite all’assessora. “L’assessora entra nel merito di questioni interne ad Arcigay Ferrara, affermando anche cose non corrette, come il riferimento a presunti frequenti cambi di dirigenza”, si legge nella nota. Arcigay precisa inoltre che “ogni avvicendamento è avvenuto nel pieno rispetto dello Statuto e attraverso regolari percorsi congressuali”.
Sul tema dell’inaugurazione della panchina arcobaleno, l’associazione sostiene che “siano state riportate informazioni scorrette”, specificando che “la mail di invito ci è stata inviata l’11 maggio e la nostra risposta è stata recapitata il 14. Tutto è documentabile”.
Arcigay respinge inoltre “il lasciar passare il messaggio che la panchina arcobaleno sia ‘di Arcigay’”, definendola invece “un simbolo importante per l’intera cittadinanza”. Da qui la richiesta di un coinvolgimento più diretto delle realtà che operano sui temi dei diritti e dell’inclusione: “Non riteniamo accettabile continuare a parlare di diritti che ci riguardano senza coinvolgere direttamente le persone, le associazioni e le realtà che da anni operano su questi temi”.
Secondo l’associazione, il coinvolgimento non può limitarsi “a un invito a pochi giorni dall’evento”, ma dovrebbe tradursi in “una concertazione vera e interessata allo scambio reciproco di idee e forza lavoro”.
Nella nota viene affrontata anche la questione del tavolo Hiv. Arcigay ribadisce infatti di essere “regolarmente presenti al tavolo HIV” e aggiunge: “Non comprendiamo perché venga detto il contrario”. L’associazione ricorda inoltre che “lo scorso 25 marzo sia l’attuale presidente che il nostro responsabile salute erano regolarmente presenti”.
Pur contestando le parole dell’assessora, il direttivo precisa di non voler “alimentare uno scontro sterile che non produce risultati”. L’obiettivo dichiarato resta quello di “continuare a svolgere al meglio il nostro lavoro: come associazione, come presidio sociale e come realtà che da oltre venticinque anni lavora per diritti, tutele, visibilità e contrasto alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere”.
Da qui anche l’annuncio dell’iniziativa prevista per domenica 17 maggio, organizzata insieme a Centro Donna Giustizia, Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti e Centro Antidiscriminazione LGBTQIA+. “La nostra risposta non sarà la polemica, ma la presenza. Continueremo a colorare la città dei colori arcobaleno”, scrive Arcigay.
Nel corso della manifestazione sarà presente anche una “Panchina Arcobaleno, dove le persone potranno sedersi, metterci la faccia e scegliere pubblicamente da che parte stare”, oltre a “un grande telo bianco su cui lasciare la propria impronta”.
La nota si conclude con un appello alla partecipazione: “Stare dalla parte dei diritti significa esserci. Significa partecipare. Significa costruire insieme una città che non lasci spazio a odio, discriminazioni o esclusioni”. E ancora: “I diritti non si difendono solo a parole: si difendono con la presenza, con la partecipazione e con il coraggio di non restare in silenzio”.
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