Attualità
16 Maggio 2026
Andrea Ricci attacca l’iniziativa annunciata dall’amministrazione comunale sulle rette di Rsa e Cra: "Si tratta di una misera carità". Nel mirino anche il sistema delle integrazioni e l’utilizzo dell’accompagnamento

“Un aiuto minimo davanti a rette insostenibili”: critica di Medicina Democratica al contributo del Comune

di Redazione | 2 min

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Dura presa di posizione di Andrea Ricci di “Sanità oggi Ferrara – Medicina Democratica” nei confronti dell’iniziativa annunciata dal Comune di Ferrara a sostegno delle famiglie alle prese con le rette per i familiari ospiti in Rsa e Cra. Un intervento che, secondo Ricci, rappresenterebbe un sostegno insufficiente rispetto ai costi reali sostenuti dalle famiglie.

“Certo, tutto è meglio di niente, per chi sta scivolando verso la povertà”, premette Ricci, contestando però l’entità concreta dell’aiuto economico previsto dall’amministrazione. “Con 4,10 euro al giorno, pari a 123 euro al mese, a fronte di rette che vanno oltre i 1600 euro al mese, non per tutti e mi par di capire, escludendo i tanti che non sono in convenzione per carenza di posti e che pagano almeno 3.000 euro al mese, si tratta di una misera carità”.

Secondo l’esponente di Medicina Democratica, il nodo centrale sarebbe il mancato rispetto delle norme esistenti in materia sociosanitaria. Ricci sostiene infatti che “i Comuni/Sindaci, oltre a non chiedere alla Regione il puntuale rispetto delle norme sanitarie in materia, fanno in modo di non pagare l’integrazione alla quota sociale prevista per i Comuni di residenza”. Nel mirino finisce anche la gestione dell’indennità di accompagnamento. “Inducono i parenti a versare anche l’accompagnamento, che non è dovuto per legge, perché non rientra nel calcolo dell’Isee socio-sanitario”, afferma Ricci, denunciando poi situazioni che definisce “assurde”.

“Qualora il Comune sia chiamato per forza ad integrare la retta sociale (alberghiera), ti fanno firmare un impegno per cui, al momento del riconoscimento dell’accompagnamento, devi restituire tutti i soldi ricevuti a copertura dei soldi anticipati dal Comune”, scrive ancora.

Per Ricci il problema sarebbe strutturale e di lunga durata: “Riguarda la non corretta applicazione delle leggi che si sono susseguite negli ultimi decenni e per le quali pare che non interessi a nessuno la corretta applicazione delle stesse a difesa dei più deboli”.

Infine la stoccata conclusiva all’amministrazione comunale: “Si potrebbe sintetizzare il tutto dicendo che il Comune mette in evidenza il dito per nascondere la luna”.

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