Cronaca
16 Maggio 2026
La vittima fu attirata con una falsa trappola sentimentale, sequestrata e uccisa a Santa Marta. Gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità davanti ai giudici

Omicidio Coatti in Colombia, cinque condanne per il delitto del biologo italiano

di Redazione | 2 min

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Aggredì l’avvocato Bonazza e moglie. La Procura chiede due anni

Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Arrivano le prime condanne per l’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo di 39 anni nato a Portomaggiore ma originario di Alfonsine, assassinato nell’aprile 2025 a Santa Marta, sulla costa caraibica della Colombia. La Procura generale colombiana ha reso noto che cinque persone sono state riconosciute colpevoli a vario titolo per il sequestro, l’uccisione e l’occultamento del corpo del ricercatore, in un caso che aveva provocato profonda emozione sia in Colombia sia in Italia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Coatti sarebbe stato attirato con l’inganno tramite un’app di incontri e condotto in un’abitazione del quartiere El Pando. Qui il gruppo lo avrebbe sequestrato per derubarlo del telefono cellulare e di oggetti personali. L’aggressione sarebbe poi degenerata fino a provocarne la morte per asfissia.

Dopo il delitto il corpo del biologo venne smembrato e abbandonato in diversi punti della città di Santa Marta, particolare che contribuì a rendere il caso uno dei più scioccanti degli ultimi anni nel Paese sudamericano.

Le pene più severe sono state inflitte a Isaac Enrique Marquez Charris, Brayan Augusto Cantillo Salcedo e Oswall Moises Ospino Navarro: per loro il tribunale ha disposto 25 anni e 10 mesi di carcere con le accuse di omicidio aggravato, rapina aggravata e distruzione di prove materiali.

Jose Angel Lizcano è stato invece condannato a due anni e mezzo di reclusione per aver trasportato e disseminato in città i resti della vittima all’interno di sacchi di plastica. Una pena di due anni è stata infine inflitta ad Andrea Camila Verdugo Escorcia, ritenuta colpevole di non aver denunciato il delitto pur essendone a conoscenza.

La Procura ha inoltre confermato che altri due uomini imputati coinvolti nella vicenda sono ancora in attesa della sentenza definitiva.

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