di Riccardo Giori
Cresce la protesta dei residenti di via Copparo, nel tratto compreso tra Pontegradella e la rotonda del centro commerciale Le Mura. Negli ultimi mesi diversi cittadini, riunitisi in un comitato denominato “Via Copparo Sicura”, hanno esposto striscioni e cartelli fuori dai cancelli delle abitazioni per denunciare quella che definiscono “una situazione ormai insostenibile” sul fronte della sicurezza stradale, protesta che si è concretizzata il mese scorso in una “biciclettata fuori porta” alla quale hanno aderito anche Fiab, Forum Ferrara Partecipata e Caldirolo Libera allo scopo di “rompere il silenzio sui ritardi del Piano della Mobilità Sostenibile”.
“Vivo qui dagli anni sessanta e questo tratto di strada è sempre stato pericoloso, ma negli ultimi anni la situazione è peggiorata” racconta una una residente che incontriamo sul cancello di casa e che raggiungiamo, non senza difficoltà, dal lato opposto della carreggiata. “Le macchine sfrecciano continuamente, non ci sono attraversamenti pedonali e attraversare la strada è pericoloso anche in pieno giorno”, denunciano i cittadini.
Al centro delle contestazioni ci sono l’elevata velocità delle auto nonostante in quel tratto sia in vigore il limite dei 50 km/h come di norma nei centri abitati, e la mancanza di adeguate protezioni per pedoni e ciclisti lungo un’arteria molto trafficata, utilizzata quotidianamente da residenti, lavoratori e famiglie dirette verso i servizi della zona commerciale e sportiva.
Le richieste dei residenti rivolte al Comune sono precise: installazione di dissuasori di velocità, attraversamenti pedonali protetti e illuminati, maggiore segnaletica e interventi strutturali per rallentare il traffico. Alcuni cittadini chiedono anche sistemi di controllo elettronico come tutor o autovelox.
“In verità non c’è neanche un cartello che indichi il limite dei 50 km/h, lo sappiamo perché lo indica il navigatore ma fisicamente non è presente nessun cartello” spiega Elena Rastelli, portavoce di Via Copparo Sicura. “Sono trascorsi già due anni da quando abbiamo fatto una petizione indirizzata al Comune di Ferrara – continua Rastelli -, la città si espande, si evolve, hanno già costruito delle piste ciclopedonali anche in altre zone periferiche della città come via Modena ad esempio, non vedo perché non possano realizzarla anche in questo tratto di strada dove abitano molte famiglie che rischiano la vita anche solo per gettare l’immondizia dai cassonetti situati a pochi centimetri dalla carreggiata.”
Inoltre, continua, “in comune avevano già redatto uno studio di fattibilità e ci era stato detto che sarebbe stato possibile realizzarla, poi però più nulla”. Del resto una pista ciclabile in via Copparo è già presente, ma difficilmente raggiungibile perché situata oltre il canale che scorre di fronte al centro sportivo G.B. Fabbri e per raggiungerla l’unico attraversamento pedonale sicuro e utilizzabile è sulla rotonda del supermercato Le Mura. Senza contare che il “pontino della SPAL” che permetterebbe l’attraversamento è pericolante e chiuso alla viabilità da anni.
Ad ogni modo il tema della sicurezza stradale lungo via Copparo non è nuovo. In passato erano già state avanzate richieste per chiedere percorsi pedonali sicuri, illuminazione pubblica e misure di moderazione del traffico a causa dei diversi incidenti verificatisi negli anni, “l’ultimo nemmeno un mese fa” racconta Gian Luigi Orsoni, residente nel tratto stradale al centro delle proteste. “Un’automobile ha perso il controllo, probabilmente a causa dell’alta velocità, ed è finita sulla cancellata di una casa causando non pochi danni, non è il primo e non sarà sicuramente nemmeno l’ultimo”.
Anche recenti segnalazioni dei cittadini alla Polizia Locale hanno evidenziato problemi legati all’alta velocità: “Di notte su questa strada fanno anche delle gare clandestine, sentiamo il rombo delle macchine che sfrecciano a tutta velocità – racconta una signora – prima le avvistavano in via Caretti, ma da quando hanno installato l’autovelox si sono spostate su questo tratto di strada. Spesso chiamiamo i vigili che arrivano e si appostano dalla rotonda, purtroppo però non possono stare sempre qua”.
Nel frattempo lungo via Copparo gli striscioni restano esposti, i residenti spiegano che vogliono dare un segnale forte ma civile, un messaggio diretto agli automobilisti e alle istituzioni, per chiedere più sicurezza in una delle arterie più trafficate dell’area nord-est ferrarese. “Non aspettiamo che accada una tragedia per intervenire”, la speranza è che dalle proteste possa nascere un confronto concreto con l’amministrazione comunale e con gli enti competenti sulla viabilità provinciale.