Attualità
17 Maggio 2026
I giovani degli istituti Vergani-Navarra ed Einaudi interpretano giudici, imputati e avvocati in un percorso educativo attraverso teatro e diritto

Processi simulati, storie vere: gli studenti portano in tribunale bullismo e umiliazione social

di Redazione | 2 min

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Un video che diventa arma, una corsa disperata nel cortile della scuola, un gruppo che colpisce e umilia. E poi una festa, una macchina fotografica, qualche bicchiere di troppo e immagini che, una volta online, distruggono una vita. Storie dure, attuali, che sembrano uscite da una serie tv ma che parlano il linguaggio quotidiano degli adolescenti.

Sono andate in scena nelle aule del Tribunale di Ferrara – venerdì 15 e sabato 16 maggio 2026 – le rappresentazioni del progetto “Ciak: un processo simulato… per evitare un processo vero”, che ha visto protagonisti gli studenti degli Istituti Vergani-Navarra e Einaudi. Un percorso educativo promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Ferrara insieme alla Camera Minorile di Ferrara e realizzato con l’Associazione Ciak – Formazione & Legalità, che ha accompagnato per mesi docenti e ragazzi nella costruzione delle simulazioni processuali.

Le classi del Vergani-Navarra hanno portato in scena “Fuori Classe”, affrontando il tema del bullismo a sfondo razzista, tra violenza fisica, isolamento e responsabilità collettiva. Gli studenti dell’Einaudi, invece, con “La Tavernetta”, hanno raccontato il lato oscuro delle dinamiche di gruppo e della diffusione incontrollata di immagini online, fino alle conseguenze più estreme sul piano psicologico e sociale

Nei panni di giudici, avvocati, imputati e testimoni, i ragazzi hanno dato vita a veri e propri processi, confrontandosi con norme, responsabilità e conseguenze delle proprie azioni. Un’esperienza immersiva che trasforma la legalità da concetto astratto a vissuto concreto.

Presente alle rappresentazioni l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili Chiara Scaramagli: “Entrare in tribunale e interpretare questi ruoli significa guardare in faccia le reali conseguenze delle proprie scelte – afferma -. Ho visto ragazzi profondamente coinvolti, capaci di restituire con maturità storie complesse e attuali. Sono orgogliosa del risultato di questo progetto che ho voluto sperimentare quest’anno, perché dimostra quanto sia fondamentale offrire ai giovani strumenti reali per comprendere responsabilità, rispetto e valore delle relazioni”.

Il percorso si concluderà il 4 giugno con un evento finale dedicato alle premiazioni degli elaborati realizzati dagli studenti e a un laboratorio creativo: i ragazzi, guidati dagli operatori di Area Giovani, lavoreranno alla scrittura e alla produzione di una canzone, trasformando riflessioni profonde in espressione artistica e condivisa.

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