Attualità
17 Maggio 2026
In un anno accolte 51 persone tra bullismo, violenze, discriminazioni e disagio psicologico. Macario: "Vivono la scuola come luogo di sofferenza"

Sempre più giovani chiedono aiuto al Centro Lgbtqia+: il report choc

di Redazione | 5 min

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Crescono le richieste di aiuto, si abbassa l’età delle persone colte e aumentano i casi legati a bullismo scolastico, discriminazioni sul lavoro e violenza nelle relazioni affettive. È la fotografia tracciata dal Centro antidiscriminazione Lgbtqia+ di Ferrara che, nel bilancio dell’ultima annualità, racconta un territorio attraversato da fragilità sempre più profonde ma anche da bisogni che iniziano finalmente ad emergere.

In dodici mesi il servizio ha accolto 51 persone, attivato percorsi psicologici e legali e rafforzato la rete di tutela con nuovi sportelli dedicati alle vittime di violenza nei contesti Lgbtqia+, mentre nelle scuole ferraresi oltre 300 studenti sono stati coinvolti in attività di prevenzione contro bullismo e cyberbullismo

Il Centro, uno dei 55 Centri Antidiscriminazione finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinati da Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, rappresenta oggi un presidio territoriale multiprofessionale fondamentale per il contrasto alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. Il servizio opera attraverso due presidi territoriali strategici: la sede di Ferrara, in via Ripagrande 12, e la sede di Cento, collocata presso il Palazzo del Guercino, all’interno degli spazi comunali condivisi con Informagiovani.

Nel corso dell’ultima annualità, il Centro ha più precisamente accolto: 31 persone che si identificano nel genere maschile, 19 persone che si identificano nel genere femminile e una persona non binaria. Di queste, 36 rientrano nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Il Centro ha inoltre accolto quattro persone minorenni, segnalate dai servizi sociosanitari territoriali con il consenso delle famiglie.

Particolarmente rilevante è il dato legato all’identità di genere: 19 persone si sono rivolte al Centro per problematiche direttamente connesse alla propria identità di genere, e circa il 90% di queste ha meno di 30 anni. In diversi casi, soprattutto nei territori di Ferrara e Cento, sono emerse situazioni di mancato riconoscimento, discriminazione e bullismo in contesti scolastici o lavorativi, con due episodi particolarmente gravi registrati nella provincia di Ferrara.

“Il dato più significativo non è solo numerico, ma qualitativo: ci dice che ragazze, ragazzi e giovanissime persone transgender continuano a vivere troppo spesso la scuola e i contesti educativi come luoghi di sofferenza, invisibilizzazione o violenza, anziché di crescita e autodeterminazione”, dichiara Manuela Macario Responsabile del servizio. “Questo impone alle istituzioni, alla scuola e a tutta la comunità educante una responsabilità non più rinviabile”.

Sul piano dei servizi specialistici, sono 19 le persone che si sono rivolte allo sportello legale: 9 richiedenti asilo fuggiti dai propri Paesi d’origine per persecuzioni o violenze legate a orientamento sessuale o identità di genere, e 10 persone che hanno richiesto supporto per denunce, querele o tutela giuridica in relazione a discriminazioni, aggressioni verbali o fisiche.

Parallelamente, sono 21 le persone inserite in percorsi gratuiti di supporto psicologico o psicoterapeutico, all’interno di una presa in carico multiprofessionale integrata che consente a una stessa persona di accedere contemporaneamente a più servizi. “Le discriminazioni non producono mai un solo bisogno – prosegue Macario -. Dietro una violenza, una perdita del lavoro, una fuga dal proprio Paese o un episodio di bullismo, ci sono spesso fragilità psicologiche, vulnerabilità sociali, bisogni abitativi e necessità di autonomia. Per questo il nostro lavoro è costruire percorsi complessivi, non risposte parziali”.

Dal 2024, inoltre, grazie al partenariato tra Arcigay Ferrara – capofila del progetto –, Centro Donna Giustizia e Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, è stato possibile ampliare in modo significativo l’offerta territoriale attraverso l’attivazione di due sportelli specificamente dedicati all’accoglienza di persone vittime di violenza nei contesti sesso-affettivi e relazionali all’interno di relazioni omosessuali.

Si tratta di un dato di straordinaria importanza sul piano culturale e sociale, perché contribuisce a rendere visibile un bisogno spesso sommerso: quello delle persone LGBTQIA+ che vivono dinamiche di sopraffazione, abuso o violenza nelle proprie relazioni affettive. In particolare, allo sportello rivolto a uomini vittime di violenza in contesti affettivo-relazionali si sono già rivolte due persone. Un numero apparentemente ridotto, ma estremamente significativo, poiché evidenzia l’emersione di un bisogno che storicamente fatica a trovare riconoscimento pubblico e strumenti dedicati.

“Far emergere questi bisogni significa rompere un doppio silenzio: quello sulla violenza nelle relazioni LGBTQIA+ e quello, ancora più forte, che riguarda gli uomini vittime di violenza – sottolinea Macario -. Riconoscere questi fenomeni significa costruire strumenti nuovi di tutela, ascolto e prevenzione”.

A rafforzare questo impegno, il 19 maggio prenderà avvio proprio presso la sede di via Ripagrande 12 un percorso formativo condotto dal Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, promosso da Arcigay Ferrara, articolato in otto incontri e attivo fino al 10 novembre. Il percorso sarà aperto a tutte le persone interessate ad approfondire le dinamiche di sopraffazione e violenza nelle relazioni, con particolare attenzione ai contesti affettivo-sentimentali che coinvolgono persone LGBTQIA+.

Accanto alla presa in carico individuale, il Centro svolge un ruolo strutturale anche sul piano della prevenzione. In qualità di componente del Tavolo di contrasto al bullismo coordinato dalla Prefettura di Ferrara, nell’ultima annualità ha erogato 60 ore di formazione, raggiungendo 325 studenti e studentesse nelle scuole di Portomaggiore, Argenta, Bondeno, Roiti, Vergani e Città del Ragazzo, nelle sedi di Ferrara e Cento.

I dati dell’ultima annualità confermano dunque come il Centro Antidiscriminazione LGBTQIA+ di Ferrara rappresenti oggi non solo uno spazio di ascolto, tutela e presa in carico, ma anche un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni sociali del territorio, capace di leggere bisogni emergenti, costruire reti istituzionali e promuovere diritti, sicurezza e inclusione.

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