di Rete Pace Ferrara
Come Rete Pace Ferrara chiediamo l’immediato rilascio di Saif, cittadino spagnolo-palestinese, e di Thiago, cittadino brasiliano, entrambi attivisti della Sumud Flotilla, sequestrati dall’esercito israeliano su una barca battente bandiera italiana.
Ancora una volta siamo di fronte ad azioni criminali del governo di Israele. Siamo in presenza di un atto di pirateria perpetrato dalla Marina israeliana in acque internazionali, in aperta violazione e spregio del diritto internazionale. Gli equipaggi della Sumud Flotilla sono stati sequestrati e aggrediti e due attivisti arrestati e portati in una prigione di Gaza.
Le istituzioni non possono stare silenti e devono invece pronunciarsi con chiarezza, a partire dal governo italiano, che riteniamo debba prendere immediatamente i seguenti provvedimenti:
– esprimere inequivocabilmente la condanna del rapimento di civili in acque internazionali;
– pretendere l’immediato rilascio dei due attivisti rapiti mentre erano su una barca battente bandiera italiana;
– offrire protezione diplomatica a tutti gli italiani a bordo delle barche della Flottilla e coordinarsi con gli altri governi per assicurare l’incolumità dei partecipanti da tutte le 55 nazioni che sono rappresentate fra l’equipaggio;
– mettersi urgentemente in comunicazione diretta con il governo greco, in quanto l’azione ha avuto luogo presso le sue acque territoriali, per pretendere che eserciti le proprie responsabilità e si assicuri che le restanti imbarcazioni della Flottilla possano procedere in sicurezza;
– collaborare con la Corte Internazionale per assicurare alla Giustizia il criminale Benjamin Netanyahu e gli altri membri del suo Governo colpiti da mandato d’arresto per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Continuiamo poi a chiedere che il governo italiano sospenda tutti gli accordi commerciali con Israele e che la stessa Unione Europea si muova in tal senso.
Vogliamo ricordare, infine, che la Sumud Flotilla è costretta a tentare di rompere il blocco israeliano di Gaza perché nessun Governo lo sta facendo e a Gaza il genocidio del popolo palestinese, privo di acqua potabile, di cibo, di case, di assistenza sanitaria, continua.
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