Politica
5 Maggio 2026
Sollecitato l’intervento del Governo italiano dopo l’abbordaggio e l’arresto di attivisti

Flotilla diretta a Gaza, mozione M5S in Consiglio comunale a Ferrara

di Redazione | 2 min

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Arriva in Consiglio comunale a Ferrara una mozione presentata dalla consigliera Marzia Marchi (Movimento 5 Stelle) che chiede un intervento deciso del Governo italiano in merito all’abbordaggio della Global Sumud Flotilla e all’arresto di alcuni membri dell’equipaggio.

Nel testo si richiama innanzitutto il quadro dei diritti internazionali, citando la Dichiarazione Onu sui difensori dei diritti umani, secondo cui “tutti hanno il diritto, individualmente e in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. La mozione sottolinea inoltre come le imbarcazioni, partite il 26 aprile, fossero dirette a Gaza “per interromperne l’assedio” e trasportassero “cibo, acqua potabile e medicinali”.

Secondo quanto riportato nel documento, “nella notte tra il 29 e il 30 aprile le forze militari israeliane hanno abbordato le imbarcazioni […] in acque internazionali”, nonostante fossero “disarmate e con equipaggio civile”. L’azione avrebbe coinvolto 21 navi, con “la distruzione dei loro motori e dei loro sistemi di navigazione e di comunicazione” e il “sequestro di persona di 175 attivisti di ogni nazionalità, tra cui 23 italiani”.

La mozione evidenzia anche le condizioni dell’intervento, avvenuto “a 670 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali, di notte con una tempesta in arrivo”, circostanze che avrebbero impedito alle imbarcazioni di chiedere soccorso. Viene inoltre denunciato l’arresto di due membri del direttivo della Flotilla, Thiago Avila e Saif AbuKashek, “deportati in Israele con l’accusa di essere terroristi […] e tuttora detenuti in condizione degradanti sotto il profilo umano”.

Particolare rilievo è dato alle testimonianze degli attivisti: 32 sarebbero stati ricoverati a Iraklio, “a causa delle ferite riportate durante i pestaggi avvenuti a bordo della nave da guerra israeliana che per 40 ore li ha tenuti prigionieri, ostaggi, in mezzo al Mediterraneo”.

Nel testo si richiama anche il diritto internazionale marittimo, affermando che, secondo l’articolo 101 della Convenzione UNCLOS, “un attacco di questo tipo è giustificabile solo verso navi sospettate di pirateria, tratta di schiavi, trasmissioni non autorizzate o se la nave è senza nazionalità”.

Alla luce di queste premesse, la mozione impegna il sindaco di Ferrara a intervenire presso la Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Esteri affinché il Governo “vada oltre le parole di condanna” e si attivi concretamente. Tra le richieste: la sospensione dell’accordo di associazione con Israele, “l’immediato rilascio degli attivisti arrestati”, l’attivazione del coordinamento Sar per la sicurezza delle altre imbarcazioni, il coinvolgimento degli organismi Onu e “l’intervento della Corte internazionale di giustizia”.

Il documento sarà ora sottoposto alla discussione dell’aula consiliare.

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