Comacchio
26 Aprile 2026
Un reportage di Alex Giuzio con foto di Michele Lapini parla della costa come di un avamposto della crisi climatica che, sfruttando le parole di Wu Ming 1, va "ripensato e trasformato"

Erosione costiera e acque alte. La fragilità di Comacchio raccontata sul National Geographic

di Redazione | 3 min

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Comacchio. Un reportage di Alex Giuzio con foto di Michele Lapini, pubblicato sul National Geographic Italia racconta la fragilità dell’ecosistema comacchiese colpito da erosione costiera e innalzamento del livello del mare ma anche subsidenza amplificata dal peso del cemento.

Giuzio fa notare come sia sempre più difficile evitare le inondazioni con le piogge dello scorso febbraio che hanno innalzato il livello delle Valli portandolo 20cm sopra quello del mare. Dall’entroterra si faticava a scaricare l’acqua nell’Adriatico a causa di una marea insolitamente alta per due settimane consecutive. Nel frattempo sulla costa le spiagge sono state erose dalle onde fino “a lambire gli edifici, i boschi e i bacini di acqua dolce retrostanti”.

A spiegare le difficoltà è la voce di Massimiliano Costa, direttore del Parco del Delta del Po che spiega al giornalista come ogni anno sia sempre “più impegnativo e costoso salvaguardare l’ambiente locale”. Una condizione “difficile da accettare” per molti abitanti del luogo e che negli ultimi dieci anni è peggiorata drasticamente “e sta compromettendo l’intero territorio”.

Mare che avanza e piogge in aumento, il riscaldamento globale, spiega Giuzio, “in questa area dell’Emilia-Romagna sta provocando conseguenze repentine”.

Oltre a Costa, ad intervenire, è lo scrittore, originario di Ostellato, Wu MIng 1 che ha spiegato come le bonifiche, proseguite fino agli anni ’70 abbiano “reso questo territorio fragilissimo”. Si è innescato il fenomeno della subsidenza ed eliminato quell’argine naturale fatto di compromesso capace di garantire un equilibrio all’ecosistema.

Non a caso Giuzio torna sul convegno organizzato dal Parco del Delta nel quale si è proposto di riallagare alcune zone del Mezzano, un modo per Costa potrebbe aiutare nel “contrastare le ingressioni marine” ma anche ad “ottenere ottenere una riserva di acqua dolce per l’agricoltura nei periodi di siccità”.

A quel convegno era presente anche Wu Ming 1 mentre a criticarlo duramente arrivando a bocciare la proposta era stato il Consorzio di Bonifica di Ferrara.

Sul tema proprio lo scrittore di Ostellato insieme ad altri scrittori, ricercatori e insegnanti legati a Ferrara e alla sua provincia è autore del manifesto “Tornare nel Delta ai tempi della crisi climatica”. Un documento lanciato a Ferrara in occasione della presentazione del libro “Gli uomini pesce” di Wu Ming 1 al Consorzio Factory Grisù nel quale si riprende una metafora da Luca Mercalli. Il meteorologo paragonava il Delta al canarino portato in gabbia dai minatori perché sensibile al gas grisù e quindi capace, con la sua dipartita, di avvisare in tempo gli uomini affinché abbandonassero la miniera.

Riprendendo i temi del manifesto Wu Ming 1 sottolinea a Giuzio che l‘attuale assetto del Delta “viene dato per scontato, ma non è così e presto non sarà più possibile mantenerlo all’asciutto”. Molti dei suoi abitanti hanno lascito il territorio perché arretrato, “stando al paradigma sviluppista”. Oggi si trova invece ad essere “più avanti di altri, un avamposto della crisi climatica” e lì, “prima che altrove, andrà tutto ripensato e trasformato”.

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