Una svolta attesa da tempo per gli agricoltori ferraresi sembra finalmente delinearsi dopo l’ultimo confronto istituzionale a palazzo Giulio d’Este, dove il prefetto Massimo Marchesiello ha messo al centro dell’agenda la gestione della fauna selvatica. Il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Massimo Piva, ha espresso un sentito ringraziamento al prefetto per aver dato seguito immediato alle criticità sollevate dall’associazione, dimostrando una spiccata sensibilità verso un comparto agricolo ormai allo stremo a causa dei danni provocati da specie invasive come nutrie e daini.
“Desidero innanzitutto ringraziare il prefetto per aver dato riscontro alla richiesta della nostra associazione di affrontare la problematica dei danni da fauna con particolare urgenza”, ha dichiarato il presidente Piva. “Sul tema delle nutrie, accogliamo con favore quanto annunciato dalla comandante Artioli in merito alla nuova delibera regionale per i piani di cattura ed è altresì fondamentale la partenza del progetto sperimentale con armi ad aria compressa, il rinnovo delle autorizzazioni per i coadiutori e l’aumento dei rimborsi per chi svolge questo importante lavoro sul territorio. Soprattutto, la vera chiave di volta è la semplificazione dell’iter burocratico per ottenere le autorizzazioni agli interventi di controllo, insieme all’acquisto di 300 nuove gabbie entro agosto 2026“.
Accanto all’impegno condiviso per la lotta ai danni da fauna rimangono però alcune criticità. “Le risorse assegnate destinate a Ferrara (214mila euro) pur essendo superiori al passato, non sono ancora sufficienti per eradicare un problema così grave. Inoltre, pur ringraziando i coadiutori volontari per il loro ruolo essenziale nel contenimento della nutria, credo però che servirebbero professionisti pagati che intervengano in modo radicale e continuativo sul territorio. Non ultimo voglio evidenziare l’esigenza di un intervento più imponente a livello nazionale per risolvere definitivamente il problema”.
Un altro gap sottolineato dall’associazione nel corso degli anni è la lotta, a volte utopistica, delle associazioni animaliste. “Ci troviamo spesso di fronte – continua il presidente di Cia Ferrara – alle pressioni costanti delle associazioni animaliste contro le delibere comunali per gli abbattimenti mirati: a tal proposito voglio precisare che la proliferazione incontrollata di nutrie, che ricordo non sono animali autoctoni, non è solo una questione che riguarda il mondo agricolo ma la sicurezza idraulica del territorio e delle persone. Le nutrie poi rischiano erodono gli argini, rischiano di far andare in secca le risaie, compromettendo la produzione”.
A livello di presentazione delle domande di risarcimento Piva precisa: “Non siamo d’accordo sul fatto che la presentazione di un basso numero di domande di risarcimento alla Regione dimostri ‘disinteresse’ al problema come è emerso nel corso dell’incontro. La verità, a mio avviso, è che gli agricoltori sono scoraggiati da una burocrazia imponente, da rimborsi irrisori e da misure di prevenzione spesso inapplicabili sul nostro territorio. Le tempistiche regionali non vanno spesso di pari passo con le reali necessità della campagna”.
Sulla situazione dei daini, infine, il presidente di Cia Ferrara spiega: “Per quanto riguarda i daini, la situazione è davvero complessa per l’eccesso di enti coinvolti, ma l’impegno del Prefetto a convocare un tavolo ristretto è un segnale positivo. Il numero di capi è fuori controllo e i dati ufficiali di monitoraggio sono sottostimati rispetto alla realtà: bisogna agire in fretta per la sicurezza di tutti”.
Sulla stessa linea si è espresso Gianfranco Tomasoni, presidente del Centro Servizi, evidenziando come operare in pianura richieda azioni specifiche e sicure: «Oltre al daino, è urgente attivare il controllo per caprioli e cinghiali, i cui numeri stanno aumentando a dismisura sul nostro territorio”.
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