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La Procura di Ferrara ha formulato una richiesta di rinvio a giudizio per 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari, anche loro – così come quest’ultime due – coinvolti nelle indagini relative ai finti vaccini contro il Covid-19 per ottenere il Green Pass.
Tra gli accusati figurano, solo per citarne alcuni, dipendenti comunali e noti imprenditori ferraresi attivi nel settore edile e in quello del divertimento notturno, degli eventi e dello spettacolo, oltre che farmacisti, professionisti sanitari, commercialisti, insegnanti e persino un sacerdote.
L’inchiesta, denominata Red Pass, era stata avviata nel 2022 sotto il coordinamento del pm Ciro Alberto Savino e condotta dai militari della Guardia di Finanza. I 124 pazienti sono accusati, a vario titolo, di falso e corruzione: alcuni avrebbero attestato la sola finta inoculazione del vaccino, mentre altri – in alcuni casi – avrebbero anche pagato importi tra i 10 e i 100 euro per ottenere la falsa certificazione.
Nel dettaglio, 53 persone dovranno rispondere sia di falso che di corruzione, mentre 71 solo di falso. Tra questi ultimi figura anche la titolare di una farmacia cittadina che, secondo la Procura, avrebbe attestato falsamente la positività al tampone per il Covid-19 di circa dieci pazienti non identificati, al fine di consentire il rilascio del Green Pass.
A uno degli indagati – oltre al falso e alla corruzione – viene inoltre contestato il reato di favoreggiamento personale, per aver aiutato la dottoressa Marcella Gennari a eludere le indagini delle Fiamme Gialle, avvisandola del procedimento che la riguardava.
I 124 pazienti fanno parte di quella cerchia che aveva scelto di non patteggiare; per chi invece aveva optato per un patteggiamento erano state accordate pene di otto mesi per falso e di un anno e otto mesi nei casi in cui al falso si aggiungeva anche il reato di corruzione.
La prima udienza preliminare è fissata per lunedì 13 aprile davanti al gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara.
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