Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata ed estorsione in stazione. La ricostruzione dei fatti, però, si era rivelata completamente diversa da quella inizialmente raccontata: le immagini delle telecamere di videosorveglianza avevano mostrato che era stato proprio il 65enne a essere aggredito dal giovane e da altri tre ragazzi.
A distanza di quasi quattro anni da quella vicenda, il 23enne è stato condannato per calunnia. L’udienza si è tenuta il 9 settembre davanti al gip del Tribunale di Ferrara Marco Peraro. Il giovane, attualmente detenuto per altri procedimenti giudiziari, è stato condannato a un anno e sei mesi, pena ridotta a un anno, un mese e dieci giorni in virtù della scelta del rito abbreviato. Il danno, che dovrà essere poi quantificato in sede civile, è stato per ora quantificato in 8mila euro e le spese per la provvisionale. Le motivazioni sono attese in trenta giorni.
La vicenda risale al novembre 2022. In un primo momento, sulla base del racconto fornito dal 23enne, gli investigatori avevano ricostruito una dinamica nella quale il 65enne avrebbe minacciato un ragazzo, intimandogli di consegnargli lo smartphone, per poi aggredire un suo amico intervenuto in sua difesa.
Sulla base di quella ricostruzione, il 65enne era finito a processo con giudizio immediato con l’accusa di tentata rapina aggravata. Ma durante il dibattimento la vicenda ha preso una direzione completamente diversa.
A seguito di un approfondimento investigativo sollecitato dalla difesa del 65enne, rappresentato dall’avvocata Fiorella Shane Arveda, sono state acquisite e analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Dai filmati sarebbe emerso che il 65enne era stato aggredito proprio dal gruppo di ragazzi, del quale faceva parte anche il 23enne che lo aveva successivamente accusato. Secondo quanto ricostruito, il gruppo lo avrebbe inseguito, fermato e accerchiato, per poi colpirlo con calci e pugni.
Successivamente sarebbero stati chiamati gli agenti della Polizia Locale, indicando però il 65enne come responsabile dell’accaduto. L’uomo, secondo quanto emerso nel procedimento, aveva invece chiamato per quattro volte il 112 per chiedere un intervento.
La ricostruzione iniziale è quindi crollata e il 65enne è stato assolto con formula piena dalle accuse che gli erano state contestate.
A ulteriore conferma del cambio di versione, il giovane che aveva presentato la querela avrebbe poi ritrattato quanto dichiarato, sostenendo in udienza che “era stato tutto un fraintendimento”.
Dopo l’assoluzione, il 65enne ha presentato una denuncia per calunnia nei confronti del 23enne, dando origine al procedimento conclusosi con la condanna di mercoledì 9 settembre. Nel processo il 65enne è stato ammesso come parte civile.
Al termine dell’udienza, l’avvocata Fiorella Shane Arveda ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento e per quello che ha definito un necessario ristabilimento della verità dei fatti. Inoltre, come ribadito dall’avvocata, la condanna per calunnia è piuttosto rara vista la difficoltà di dimostrare il dolo, ovvero la consapevolezza dell’innocenza della persona calunniata.
“Sono contenta – ha detto – che abbiamo ristabilito la giustizia e che sia stato possibile ottenere questo ribaltamento dei fatti”. Secondo la legale, il suo assistito era stato vittima di una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi: “Si era trovato accusato di un reato grave come la tentata rapina aggravata. Il rischio era che il danno per lui diventasse veramente enorme“.
L’avvocata ha inoltre sottolineato l’importanza di non avere sottovalutato nessun elemento della vicenda e di avere approfondito anche gli aspetti che inizialmente sembravano meno rilevanti. “Non bisogna sottovalutare i pregiudizi”, ha concluso, richiamando anche il rischio che una persona possa essere giudicata sulla base della propria provenienza o condizione sociale anziché sui fatti. “Il mio assistito è un comacchiese, è un camionista: anche questi elementi possono generare pregiudizi, che non devono però condizionare la valutazione dei fatti”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com