Lettere al Direttore
9 Febbraio 2026
Intervento del consigliere comunale del Pd Davide Nanni che ricorda la nascita della Repubblica Romana

Nove febbraio 1849, un passo decisivo per la democrazia italiana

(Foto di Di Litografia [Luigi] Rossetti - Antonio Balbiani, Storia Illustrata della vita di Garibaldi - Ed. Inversini-Pagani - Milano 1860, p. 272, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117833405)
di Redazione | 3 min

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di Davide Nanni*

La Repubblica italiana compie 80 anni di vita. Li festeggeremo il prossimo 2 giugno ma c’è un’altra data che merita di essere ricordata e celebrata, perché segnò un primo decisivo passo per la democrazia italiana: il 9 febbraio 1849.

Nasceva allora, dopo mesi di incertezza dovuti all’improvvisa fuga di papa Pio IX dalla capitale, la Repubblica Romana. A difenderla dagli attacchi di quattro eserciti stranieri giunsero giovani da tutta Italia e da tutta Europa, tra cui Goffredo Mameli, l’autore del nostro inno nazionale. Guidati da Giuseppe Garibaldi scrissero una delle pagine più belle e nobili del nostro Risorgimento. Anche Ferrara e i ferraresi ebbero una parte importante in questa storia.

La provincia estense, infatti, apparteneva agli Stati romani ed elesse 14 deputati all’Assemblea costituente che, dopo ben dodici ore di discussione accesa, proclamò solennemente la fine del potere temporale dei papi e l’avvento in Roma della “democrazia pura”. Per la prima volta tutta la popolazione maschile, senza distinzioni di censo sociale o livello d’istruzione, era stata chiamata a scegliere i propri rappresentati alla Costituente.

La provincia di Ferrara registrò l’affluenza alle urne più alta di tutto lo Stato romano: 29.238 votanti su 62.192 aventi diritto. Giuseppe Mazzini, che di quella sfortunata Repubblica fu il leader indiscusso, venne eletto nel collegio ferrarese. La città estense, però, dovette fare subito i conti con la presenza militare degli austriaci, ai suoi confini e dentro l’antica Fortezza papale.

Il 18 febbraio le truppe imperiali del maresciallo Haynau occuparono Ferrara prendendo in ostaggio illustri cittadini, i loro nomi sono ricordati da una lapide posta sulla facciata del Duomo. Gli austriaci pretesero una forte taglia per evitare il bombardamento indiscriminato della popolazione. La Repubblica Romana durò solo 144 giorni ma compì scelte epocali: abolì l’inquisizione, distribuì le terre incolte ai contadini, diede un ricovero pubblico ai senza tetto, pose le basi per una scuola pubblica e laica al servizio di tutti i cittadini. La Costituzione romana del 1849 resta una delle più avanzate al mondo: cent’anni dopo sarà fonte di ispirazione diretta per i padri costituenti della neonata Repubblica italiana.

Il testimone morale e politico di quell’epopea risorgimentale venne raccolto da un composito filone di pensiero laico, liberal-socialista, riformista che diede un contributo determinante alla Resistenza antifascista e allo sviluppo della democrazia italiana nel dopoguerra. Ricordare la Repubblica Romana, oggi, significa lottare attivamente contro i mali che stanno avvelenando le democrazie contemporanee: l’odio insanabile tra fazioni opposte, l’egoismo economico, l’indifferenza al bene comune. Quell’esperienza lontana ci insegna che non può esistere libertà, nemmeno indipendenza nazionale, senza la solidarietà e, quindi, la giustizia sociale. È compito della Repubblica promuoverla e tutelarla, sempre.

*Consigliere comunale PD Ferrara

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