Alle prossime elezioni comunali e nazionali mi piacerebbe poter distinguere i candidati/partiti in base a programmi di visione lunga del Comune/Paese, che fotografi la realtà con tutto ciò che contiene senza negare ciò che non si vorrebbe vedere, e la interpreti sviluppandola nel futuro.
Ma so già che la legge elettorale testé approvata non ha come obiettivo il confronto fra programmi strategici di lunga visione.
E nemmeno ce l’avrà l’eventuale contro-legge elettorale che approverà, costruendola su misura per le esigenze del momento, la prossima forza vincitrice delle votazioni, sapendo di poter contare sulla maggioranza garantita nelle sedi che permettano di governare il Comune/Paese senza contraddittorio, senza tener conto di contributi costruttivi che possano venire da controparti nei dibattiti in Aula, ovvero da pressioni di parti sociali all’esterno delle Aule.
Ciò che separa e approfondisce i valli di confine tra “noi e voi”, determinando l’assioma che “per tutti decide chi comanda”, alimenta istinti violenti e aggressivi e soprattutto toglie valore alla coltivazione ed espressione dei pensieri diversi per costruire – come dice l’intellettuale Egdar Morin – “la comunità di destino terrestre che coinvolge ormai tutti gli esseri umani e ci chiede di saper dar vita a concrete oasi di fraternità”.
Chi neghi questo risultato della globalizzazione ormai compiuta e del suo unico destino possibile, determinerà ancora molti conflitti prima di giungere alla convivenza pacifica dell’Umanità.
Rita Tagliati