È Matteo Faccini l’erede di Costa in Consiglio
Il componente del Cda di Ferrara Tua pronto a subentrare alla neoassessora tra i banchi della maggioranza
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Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata ed estorsione in stazione. La ricostruzione dei fatti, però, si era rivelata completamente diversa da quella inizialmente raccontata
È stato condannato a un anno di reclusione il 55enne ferrarese, già noto per altri furti, finito nuovamente alla sbarra con l'accusa di furto aggravato per il colpo messo a segno nella notte del 12 luglio 2024 all'interno degli uffici del Consorzio Factory Grisù
I Carabinieri della Stazione di Cento hanno denunciato alla Procura di Ferrara e alla Procura per i minorenni di Bologna due giovani (17 e 18 anni), accusati di essere i presunti responsabili della rapina ai danni di un coetaneo
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Ostellato. Anche i vigili del fuoco di Portomaggiore e quelli del Nucleo Sommozzatori di Bologna partecipano – insieme ai carabinieri – alle indagini per trovare indizi utili a identificare l’anziano di circa 80 anni che, venerdì (16 gennaio) scorso, è stato trovato senza vita in Strada Sché, nelle Valli del Mezzano, a Ostellato.
A oggi infatti, dopo quattro giorni dal macabro ritrovamento, quel corpo non ha ancora nome e cognome, dato che nessuna segnalazione di scomparsa è arrivata agli inquirenti.
I pompieri subacquei si sono immersi nel corso d’acqua che scorre vicino al punto in cui il corpo dell’uomo è stato rinvenuto in pigiama, coi piedi scalzi e sporchi di terra, e il segno di una botta alla testa che, dopo una prima ispezione cadaverica esterna, il medico legale ha escluso poter essere stata causa della morte.
Inoltre, nelle prossime ore, il cadavere sarà sottoposto a esami radiografici con l’obiettivo di verificare se l’anziano avesse placche o altri dispositivi metallici utili all’identificazione.
Gli investigatori sono comunque convinti che il decesso possa essere avvenuto per cause indipendenti dal coinvolgimento di terzi. Dopo i primi rilievi effettuati nell’area del ritrovamento del cadavere, infatti, non sono emersi elementi riconducibili ad attività esterna né alla presenza di terze persone in quella zona di campagna.
È molto probabile quindi che a uccidere l’anziano possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l’ha portato a uscire di casa durante la nottata e a vagare per molti chilometri nei campi al buio e al gelo, prima di perdere la vita, forse stroncato dalle temperature rigide della notte.
Basti pensare che nessun residente sentito nel raggio di cinque chilometri dal luogo del ritrovamento lo ha mai conosciuto.
Le indagini proseguono dunque per chiarire le cause del decesso dell’anziano e identificarlo, passaggio necessario anche per poter accedere a un’eventuale cartella clinica e verificare la presenza di patologie pregresse che potrebbero aver avuto un ruolo nel decesso.
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