Cronaca
3 Agosto 2025
La vittima è una donna ferrarese di 50 anni, vittima di una truffa telefonica con la tecnica dello spoofing

“Le stanno svuotando il conto”. Ma è una truffa e perde 22mila euro

di Davide Soattin | 3 min

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Pensava di mettere al sicuro i propri risparmi, invece li ha persi quasi tutti. È la trappola in cui è caduta – nei giorni scorsi – donna ferrarese di 50 anni, vittima di una truffa telefonica con la tecnica dello spoofing che le è costata circa 22mila euro, l’intera somma presente sul proprio conto corrente bancario.

Tutto è cominciato con una telefonata arrivata sul cellulare della 50enne. Sullo schermo, il numero della propria banca. Dall’altra parte della cornetta, un fantomatico operatore dell’istituto che l’ha avvisata di un tentativo di prelievo sospetto dal proprio conto corrente da parte di alcuni malintenzionati.

Il truffatore le ha quindi consigliato di andare nella propria filiale e di trasferire immediatamente i fondi su un conto “assicurato” dalle autorità per evitare spiacevoli sorprese, fornendole le coordinate bancarie.

A rendere il tutto ancora più credibile è arrivata, poco dopo, una seconda telefonata. Anche stavolta, sul display del cellulare è comparso un numero apparentemente autentico: quello reale di una stazione dei carabinieri.

In realtà, si trattava di una tecnica nota come spoofing, con cui i truffatori riescono a far apparire sul telefono della vittima un numero “camuffato”, identico a quello di un ente affidabile, come banche o forze dell’ordine.

Dall’altro capo della linea, un secondo truffatore, spacciandosi per un militare del 112, ha confermato alla malcapitata quanto già detto dall’operatore nella chiamata precedente, rassicurandola sul fatto che la procedura proposta era corretta e necessaria per salvaguardare i suoi risparmi.

Spaventata, e convinta a tutti gli effetti di essere alle prese con una vera e propria emergenza, la donna è quindi andata nella propria filiale e ha eseguito il bonifico. Ha trasferito l’intero saldo del conto, 22mila euro, su un nuovo conto corrente, convinta di mettersi al sicuro dai rischi.

In realtà, quel conto apparteneva a un intestatario fittizio, e faceva parte del meccanismo utilizzato dai truffatori per incassare il denaro e farlo sparire rapidamente.

Il cassiere che ha effettuato l’operazione, ignaro di quanto stava accadendo, ha semplicemente seguito le istruzioni fornite dalla cliente, che – durante tutto il tempo delle operazioni – aveva continuato a dialogare telefonicamente con i propri truffatori, credendo che questi la stessero realmente aiutando.

Solo più tardi, dopo aver capito di essere stata ingannata, la donna è andata dai carabinieri e ha sporto denuncia per truffa.

La Procura di Ferrara ha quindi ottenuto un sequestro preventivo del conto corrente a cui era stato inviato il bonifico. Ma ormai era troppo tardi: della somma trasferita, erano rimasti disponibili solo 3mila euro. Il resto era già stato movimentato e disperso su altri conti, forse anche all’estero.

Le indagini sono ora in corso per identificare i responsabili, ma i truffatori, come spesso accade in questi casi, si muovono con estrema rapidità e professionalità, rendendo difficile il rintraccio o bloccare in tempo i fondi.

L’invito è quello di diffidare di chi, al telefono, chiede di spostare denaro, anche se il numero visualizzato sembra quello della banca o dei carabinieri. Nessuna istituzione opera in questo modo. In caso di dubbi o telefonata sospette, è fondamentale interrompere la chiamata e contattare direttamente la propria banca o il numero di emergenza unico europeo 112.

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