Comacchio
30 Maggio 2025
La consulente Coralba Bonazza segnala alle istituzioni lo stato del canale navigabile su mandato fiduciario di alcune imprese locali: "Gravi criticità per la sicurezza della navigazione e rischio paralisi di un intero comparto"

Porto Garibaldi, pescatori in allarme: “Porto insabbiato, intervenire subito”

di Redazione | 2 min

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Porto Garibaldi. Cresce la preoccupazione tra le imprese del comparto pesca di Porto Garibaldi per le condizioni critiche del porto, sempre più ostacolato da fenomeni di insabbiamento. La situazione è stata formalmente segnalata alle istituzioni da Coralba Bonazza, consulente patrimoniale e aziendale, che ha inviato una comunicazione ufficiale su mandato fiduciario ricevuto da alcune realtà operanti nella zona portuale.

Secondo quanto riportato nella lettera, le imbarcazioni da pesca incontrano gravi difficoltà nell’accedere e uscire dal porto, con conseguenze pesanti sulla sicurezza della navigazione e sulla continuità delle attività produttive. Il mancato dragaggio dei fondali, infatti, starebbe compromettendo la normale operatività delle imprese e, più in generale, la sostenibilità economica di un intero settore già fragile.

La richiesta è stata inviata agli enti competenti, tra cui l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, il Comune di Comacchio, la Regione Emilia-Romagna e la Capitaneria di Porto Garibaldi. La comunicazione è stata trasmessa anche a livello ministeriale e a diverse testate giornalistiche, sia locali che nazionali, per garantire la massima trasparenza e informazione pubblica.

Nel documento si sollecitano chiarimenti urgenti sull’eventuale pianificazione di interventi di dragaggio, con indicazione delle tempistiche e dei fondi eventualmente stanziati. Si chiede inoltre l’accesso agli atti relativi alla manutenzione del porto, ai monitoraggi dei fondali e alla responsabilità degli enti incaricati. In caso di assenza di piani imminenti, si domanda una spiegazione ufficiale dell’inerzia e i riferimenti normativi che ne giustifichino l’eventuale mancata competenza.

Coralba Bonazza precisa di agire in rappresentanza diretta delle imprese, che hanno preferito non esporsi pubblicamente per timori legati alla propria operatività e continuità lavorativa. La richiesta inviata, infatti, è il risultato di una preoccupazione diffusa ma silenziosa, che ora cerca voce e risposte attraverso una figura professionale terza.

Nel testo si invitano le istituzioni a fornire un riscontro entro dieci giorni lavorativi. In caso contrario, la consulente annuncia l’intenzione di procedere con ulteriori segnalazioni alle autorità competenti e con l’eventuale attivazione delle tutele previste dalla legge.

La questione dell’insabbiamento a Porto Garibaldi, seppur nota da tempo, viene oggi sollevata con un atto formale che rilancia l’urgenza di affrontare un problema non più rinviabile. In gioco non c’è solo il decoro o la funzionalità di un’infrastruttura, ma la sopravvivenza di imprese, famiglie e di una fetta importante dell’economia costiera ferrarese.

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