Cronaca
11 Febbraio 2025
Udienza del processo per la folle aggressione in piazza Ariostea, quando un 16enne fu malmenato dal branco. In aula la testimonianza di una ragazza che ha ricordato gli attimi precedenti alla violenza

Picchiato per una sigaretta. “Gli disse che non era una tabaccheria”

di Davide Soattin | 2 min

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Gli avrebbe detto “non sono una tabaccheria prima di dare vita a una discussione e aggredirlo – aiutato dal branco – con spinte, pugni al volto e calci alle gambe che lo costrinsero al ricovero in ospedale, per la sola ‘colpa’ di avergli chiesto una sigaretta.

Emergono altri dettagli nel processo per l’aggressione del 7 novembre 2021 in piazza Ariostea, quando un giovane ferrarese di 16 anni era stato malmenato in maniera brutale da un gruppetto di quattro ragazzi.

La frase in questione sarebbe stata pronunciata da uno dei due ragazzi di 22 anni che oggi, per quei fatti di oltre tre anni fa, sono alla sbarra in tribunale a Ferrara con l’accusa di lesioni personali aggravate in concorso.

A raccontare questo retroscena in aula, durante l’udienza di ieri (10 febbraio) mattina, è stata una ragazza sentita come testimone che – davanti al giudice Giovanni Solinas – non è riuscita però a ricordare e ripercorrere i successivi attimi di inaudita violenza.

Infatti, dopo l’iniziale diverbio scoppiato per futili motivi, la situazione sarebbe precipitata col giovane che, nonostante i tentativi di difesa, sarebbe stato trattenuto da dietro per le braccia, bloccato e infine picchiato.

Poi, dopo essere riuscito a scappare in un primo momento con l’aiuto di un amico, sarebbe stato raggiunto in due diverse occasioni, dai due attuali imputati, che gli avrebbero rifilato un pugno in faccia ciascuno.

Il primo sotto i portici della scuola San Vincenzo, il secondo all’incrocio tra piazza Ariostea e via Fossato, dove il 16enne, che si era rialzato nel tentativo di fuggire, era stato inseguito dal gruppetto, nonostante l’intervento di alcune persone che avevano tentato di impedire l’aggressione.

A dar manforte ai due ci sarebbero stati anche due ragazzini di 13 e 14 anni, per cui è stato aperto – in parallelo – un secondo fascicolo di inchiesta dagli uffici della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Bologna.

La folle aggressione provocò ematomi e la perforazione del timpano del giovane, che vennero poi giudicati guaribili con trenta giorni di prognosi dai sanitari dell’ospedale Sant’Anna di Cona dove fu ricoverato.

Parte civile nel processo – assistiti dall’avvocato Carmelo Marcello – sono il giovane e i suoi familiari.

La prossima udienza è fissata per il 13 maggio.

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