Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Colla fa propria la preoccupazione espressa da Yara in merito "all’atteggiamento ondivago e incerto" della Commissione europea riguardo all’applicazione del Carbon Border Adjustment Mechanism
All'evento di Emergency Days, l'appello della presidente Rossella Miccio. Con Tommaso Greco un confronto sulle responsabilità dell'informazione nella legittimazione dei conflitti
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Una situazione di crescente degrado e insicurezza che, secondo i residenti, si trascina da circa un anno. È quanto denunciano gli abitanti di via Franceschini, in zona Doro, attraverso una lettera, nella quale chiedono alle istituzioni "un intervento serio, coordinato e umano" per affrontare le criticità legate ad alcune palazzine incompiute e in stato di abbandono presenti nella zona
Rossella Arquà ha chiesto di patteggiare parte delle accuse che la procura di Ferrara le muove contro. La vicenda è quella relativa alle lettere anonime che la consigliera della Lega inviò tra l’aprile e il giugno del 2021 a sè stessa e a Nicola Naomo Lodi.
Arquà ha sempre ammesso di aver spedito soltanto quelle rinvenute nella buchetta della sede della Lega e non quelle (contenenti anche un proiettile) arrivate in Municipio. Per queste ultime la procura ha già archiviato.
Le indagini condotte dalla pm Isabella Cavallari portano a contestare all’ex fedelissima di Lodi dodici episodi, tutti contenenti varie minacce scritte: “Lodi preparati che farai una brutta fine”, “Naomo guardati alle spalle perché noi ci siamo”, “Lodi sappiamo che hai paura occhio pure alla tua beniamina [sic] che apre”, “Caro Lodi e tu che apri la sede e ti vedo Arqua adesso il gioco diventa pesante occhio”, “Via con la Digos ma non ci saranno sempre a salvarvi presto arriveranno troppo tardi per voi 2”, “Lodi Arquà sappiamo la paura che avete sta arrivando la vostra fine un colpo e basta”, “Lodi sappiamo dove abiti Arquà adesso sappiamo dove abiti tu o soli o in compagnia addio per voi è finita”. A queste si aggiunge un bossolo lasciato sempre nella buchetta delle lettere della sede della Lega.
La difesa di Arquà ha sempre sostenuto che Lodi fosse a conoscenza del fatto che fosse lei a spedire quelle missive. Fatto negato dal vicesindaco, parte offesa nel procedimento.
Davanti al giudice dell’udienza predibattimentale, gli avvocati della difesa, Fabio Anselmo e Bernardo Gentile, hanno fatto istanza di patteggiamento per quanto riguarda l’accusa di simulazione di reato. Non per quella di minacce, per la quale eventualmente andrà a giudizio.
Il giudice ha rinviato le parti al 23 dicembre.
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