Portomaggiore
23 Luglio 2024
Insieme a lei è finito in manette anche il suo attuale compagno. Secondo l'accusa, l'avrebbe spalleggiata nel minacciare di morte e molestare continuamente la vittima

Stalking e botte all’ex. In carcere la mamma che uccise il piccolo Karim

di Davide Soattin | 3 min

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Portomaggiore. È la 31enne ferrarese Amanda Guidi, già condannata in primo grado a ventidue anni per l’omicidio del figlioletto, la donna che – giovedì scorso (18 luglio) – è stata arrestata dai carabinieri e trasferita in carcere per aver inizialmente perseguitato e successivamente aggredito l’ex fidanzato.

Insieme a lei, in manette, è finito anche il suo attuale, il 60enne Romano Maccagnani, che l’avrebbe spalleggiata nel minacciare di morte e molestare continuamente l’uomo, dopo la fine della loro relazione.

Offese e minacce, al telefono e faccia a faccia, fino alla folle aggressione all’esterno di un bar di Portomaggiore, risalente allo scorso giugno, quando la donna lo aveva colpito prima utilizzando una sedia e poi impugnando una bottiglia di birra, mentre il suo attuale fidanzato immobilizzava la vittima.

Un’aggressione particolarmente violenta, tanto da costringere l’uomo ad andare al pronto soccorso, dove gli avevano riscontrato varie tumefazioni e traumi, con quindici giorni di prognosi.

Poi la denuncia ai carabinieri di Portomaggiore che, dopo aver svolto gli accertamenti, aver effettuato i riscontri, aver sentito testimonianze, hanno inviato l’informativa alla magistratura. Dopodiché, accogliendo la richiesta del pm Stefano Longhi, il gip del tribunale di Ferrara ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico della donna e del suo nuovo compagno.

Una decisione presa – come sottolineato in una nota dei carabinieri – date le personalità violente dei due e il pericolo di reiterazione dei loro comportamenti.

Durante l’interrogatorio di garanzia, reso ieri pomeriggio (lunedì 22 luglio) davanti al gip Alessandra Martinelli del tribunale di Ferrara, Guidi – difesa dagli avvocati Marcello Rambaldi e Alessio Lambertini – ha detto di aver agito sotto la provocazione dell’ex fidanzato, mentre Maccagnani – difeso dall’avvocato Mirca Ferrari – ha detto di essere intervenuto nella lite al bar per difendere sé stesso e la donna, dichiarandosi invece estraneo alle accuse di stalking.

Per entrambi, che convivevano nella casa di lui da due mesi, ovvero da quando Guidi aveva lasciato la comunità in cui abitava, gli avvocati difensori hanno chiesto misure di detenzione meno afflittive. Per la donna è stata chiesta la revoca della custodia cautelare in carcere e, in subordine, una misura meno pesante, mentre per l’uomo sono stati chiesti gli arresti domiciliari.

Su questo, il giudice deciderà nei prossimi giorni.

Come si diceva poco più su, la 31enne è già tristemente nota alle cronache giudiziarie locali per aver soffocato – come sentenziato dalla Corte d’Assise del tribunale di Ferrara – Karim, il proprio figlio di appena un anno, mentre si trovava nel letto con lei, all’interno della loro casa di via degli Ostaggi, nella zona del quartiere Satellite, il 17 giugno 2021.

Nelle prossime settimane, per questo procedimento, sono attese le motivazioni della sentenza. Dopodiché, una volta lette, la difesa – come annunciato nei mesi scorsi – procederà per fare appello.

 

 

 

 

 

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