Il cambio del pronome
Ascolto distrattamente mentre guido. Una strana inquietudine accompagna una canzone che conosco a memoria
Ascolto distrattamente mentre guido. Una strana inquietudine accompagna una canzone che conosco a memoria
Compito degli amministratori pubblici è comprendere e proporre soluzioni che tengano conto della complessità del problema, senza demonizzare nessuno o creare apparati repressivi dedicati
Per fare accadere delle cose desiderabili occorre creare le condizioni perché accadano. Cause e condizioni nere fanno accadere cose nere, cause e condizioni bianche le fanno accadere bianche
Dice il sindaco che dopo l’aggressione al liceo Ariosto è ormai tempo di mettere i metal detector all’ingresso delle scuole. Forse il passo successivo sarà armare i docenti, e poi direttamente i ragazzi, che almeno abbiano le armi per difendersi. Il modello...
Intervento di Alessandro Chiarelli nel suo blog "La capra sulla rupe": "In questo circo mediatico trovano spazio clown che fingono lacrime, acrobati sbilenchi e domatori di leoni ormai sdentati"
Guardando questo manifesto, ho provato a livello emotivo un fastidio immediato, profondo.
Mi sono chiesto perché.
Ho trovato le mie risposte. Valgono per me.
Ho respirato e ho guardato l’immagine.
Un mare immenso, sterminato, cupo, quasi nero, con al centro un’onda che sale. Un cielo plumbeo. Nessuna presenza umana, nessuna nave, nessuna terra all’orizzonte. Il mare come minaccia. L’altezza dello sguardo è al livello della superficie. L’onda che sale oscura persino la linea dell’orizzonte.
Ecco il mio disagio.
Quello è lo sguardo di una persona che è in mare.
Quella immagine che vedi, può essere l’ultima vista dagli occhi di una persona che sta affogando.
Sono stato sui moli di Lampedusa ad accogliere i migranti, quegli sguardi li conosco, purtroppo.
Mi sono chiesto perché scegliere un’immagine così.
La solidarietà verso i migranti e verso le loro indicibili sofferenze si può raccontare in mille modi. Puoi raccontare una scena di salvataggio, l’abbraccio di chi li accoglie, puoi raccontare storie meravigliose di chi ce l’ha fatta.
Invece no.
Mi fai vedere quello che annega attraverso i suoi occhi.
Mi regali l’ultimo sguardo di un uomo, o una donna, o un bambino – che tanti di loro sono bambini – che sta annegando.
Scegli di farmi stare male.
E credi di avvicinarmi a te.
Credi, nella tua ottica, che le persone scelgano chi le fa stare male.
Mi sono infine chiesto se sei consapevole della sottile violenza che c’è in questo modo di agire.
Ma temo che più che una strategia sia la frustrazione di chi non trova il modo di farsi conoscere.
Smettere di urlare sarebbe già un passo, se accetti un consiglio.
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