La capra sulla rupe
9 Ottobre 2026

Da cosa nasce cosa

(Foto di Elimende Inagella)
di Alessandro Chiarelli | 4 min

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Da cosa nasce cosa, lo sappiamo tutti.

Ma cosa nasce da cosa?

Uno dei punti dolenti della contemporaneità è la non-comprensione dei nessi causali da parte delle persone. Detto in parole più semplici, capire da che cosa nasce cosa e al contrario cosa non può nascere da cosa.

Premessa.

Le persone, i gruppi, le nazioni, ragionano per scopi e “vogliono che accadano delle cose che a loro sembrano desiderabili”.

Per fare accadere delle cose desiderabili occorre creare le condizioni perché accadano. Cause e condizioni nere fanno accadere cose nere, cause e condizioni bianche le fanno accadere bianche.

Quindi, che l’azione possa o no favorire il risultato prefissato dipende dall’intrinseca idoneità che essa ha, di creare le giuste cause e condizioni per raggiungere lo scopo.

Se voglio dimagrire e mangio di continuo sto creando cause e condizioni perché accada l’esatto opposto.

Siccome la individuazione delle cause che cambiano la società è più complessa di così, occorrono onestà e competenza, cioè virtù morali e cultura.

Quello che manca ai leader locali e mondiali.

Tutti parlano di pace e tutti preparano la guerra. I Romani avevano coniato il famoso motto “Si vis pace para bellum”, ma i Romani “facevano il deserto e lo chiamavano pace”, un po’ come stanno facendo i leader del mondo di oggi, in questo neo medioevo che ci tocca vivere.

Il problema è duplice, da una parte c’è la stupidità che non consente a molti di coloro che dicono di voler la pace di comprendere quali siano le azioni che possono favorirla, dall’altra c’è chi “romanamente” chiama pace l’annientamento dell’altro, e continua il suo programma di assassinio quotidiano (bambini inclusi).

Come siamo arrivati in queste condizioni dopo l’abolizione delle frontiere, dopo le generazioni Erasmus, dopo il mercato e la moneta comune, dopo il sogno di un mondo libero, inclusivo e aperto che garantisce dignità e diritti a tutti i cittadini?

Facile.

Ci siamo arrivati creando cause e condizioni perché questo progetto fallisse e si innestasse una regressione spaventosa a condizioni simili a quelle pre-guerre mondiali. Nazioni in mano a estremisti inferociti, gente comune impaurita e stordita dalla propaganda, masse che non hanno strumenti di analisi e comprensione autonoma della realtà.

Le cause che hanno partorito queste condizioni sono molteplici: i social-media con la loro formidabile capacità di ammaestramento delle masse, la crisi del sistema scolastico e la stupidità dilagante, le migrazioni che hanno spaventato le popolazioni, la speculazione di politici senza scrupoli che hanno usato ogni argomento per inquinare i pozzi del dibattito pubblico, alzando sempre di più l’asticella dell’indecenza umana sino a sprofondare nella barbarie completa.

In Italia abbiamo avuto e abbiamo ancora molti campioni di questa triste specialità. Come nel fascismo, siamo stati laboratorio sperimentale anche del populismo e abbiamo contribuito alla sua diffusione nel mondo (coerentemente, pochi giorni fa Vanna Marchi è stata premiata in Campidoglio al Festival internazionale della cultura).

Ciò che accade oggi è frutto delle cause preparate ieri. La demolizione della legalità, gli inviti a non pagare le tasse, la cultura misogina sbandierata dalla classe politica, l’apologia di ogni violenza privata, lo strisciante razzismo delle politiche discriminatorie, l’omofobia come categoria culturale da ri-adottare.

Questi e altri ingredienti hanno formato, negli ultimi tre decenni, la realtà che viviamo oggi, una realtà che per chi ha un minimo di lungimiranza era largamente prevedibile già allora.

Il raccolto di quella semina sono i ragazzini che attaccano sconosciuti con i coltelli o li colpiscono a calci in testa, così per gioco.

Ma per loro, i nostri leader invocano misure draconiane.

Poiché sono leader incapaci di comprensione dei nessi causali che legano cause ad effetti, non riescono a comprendere da cosa nasce cosa, e mettono in campo soluzioni che aumentano il volume di violenza complessivo sino a proporre la diretta streaming dell’esecuzione di un condannato a morte.

Sul divano di famiglia gli adolescenti con aranciata e popcorn affogheranno una volta di più nella celebrazione della violenza come valore da diffondere, e perderanno gli ultimi grammi di empatia rimasta.

Queste sono le cause e condizioni con cui stiamo plasmando, giorno dopo giorno, barbarie dopo barbarie, la forma che avrà il domani del mondo.

Buona visione a tutti.

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