Il sapere esperto
Intervento di Alessandro Chiarelli nel suo blog "La capra sulla rupe": "In questo circo mediatico trovano spazio clown che fingono lacrime, acrobati sbilenchi e domatori di leoni ormai sdentati"
Intervento di Alessandro Chiarelli nel suo blog "La capra sulla rupe": "In questo circo mediatico trovano spazio clown che fingono lacrime, acrobati sbilenchi e domatori di leoni ormai sdentati"
Tutti coloro - e sono tanti - che si sono affrettati a schierarsi col poliziotto che a Rogoredo ha ucciso un presunto pusher maghrebino mostrano scarsa attitudine alla deduzione logica
Dicendo che alla base della violenza del maschio umano sulla femmina umana ci sono caratteristiche genetiche che l’educazione emotiva non può cambiare, i due ministri Nordio e Roccella - lui alza e lei schiaccia - hanno mirabilmente fatto il punto sul pensiero...
Ogni differenza, vista con gli occhi dell’ignoranza, produce lo stesso risultato, sia negli scimpanzé che nelle società umane: violenza contro chi non è identico a noi
“Sì, ma qui da noi no”, è una frase che ogni ferrarese ha inciso a lettere di fuoco sulla sua anima. Le cose accadono ovunque, ma qui per qualche ragione, no
Dice il sindaco che dopo l’aggressione al liceo Ariosto è ormai tempo di mettere i metal detector all’ingresso delle scuole. Forse il passo successivo sarà armare i docenti, e poi direttamente i ragazzi, che almeno abbiano le armi per difendersi. Il modello sicuritarista non cambia mai. Il fallimento del modello americano sembra non insegnare proprio niente se i nostri amministratori si infilano nello stesso cul de sac reazionario. Non ha funzionato là, perché dovrebbe qui?
Del resto quando insegui la realtà senza comprenderla puoi solo over-reagire. Quando lo Stato reagisce in modo simmetrico alle violenze la violenza nella società tende ad aumentare. Lo dicono decenni di studi sociologici. Ma anche i professori sono tra i nemici dei populisti. L’ignoranza si è fatta orgogliosa di se stessa.
Pensiamo invece a cosa significherebbe per un adolescente sottoporsi ogni mattina al rito del passaggio sotto il Metal detector, scrutato dagli occhi di un vigilante, a posare la cartella, ad alzare le braccia per essere perquisito. Come vivrà la scuola, il mondo, i compagni? Come reagirà alla istituzionalizzazione della paura un ragazzo che già di suo ha sempre meno strumenti e sempre meno relazioni umane in un mondo che abbiamo reso tanto inospitale? I più poveri di risorse, proprio come molti amministratori pubblici, rischiano di essere ostaggio della paura e tenderanno a over- reagire: è così che si chiude il circuito perverso della violenza.
L’equazione è nota: se ho paura sono in allerta, mi preparo a colpire, e non è detto che lo farò verso uno stimolo appropriato, bensì casuale: il nemico da qualche parte me lo invento. Del resto chi ha fatto della paura il proprio investimento politico e lucra consenso attraverso il suo progressivo nutrimento non può fare altro che perseguire ciò che lo tiene in vita, anche a prezzo di sacrificare il bene comune.
Invece il bene comune è guarire le paure, diffondere nel mondo coraggio e fiducia. La paura produce elettori di destra e favorisce la violenza. Allora il detector andrebbe preventivamente messo davanti ai microfoni di questi tribuni populisti che cavalcano lo smarrimento delle persone e cercano nemici ovunque. Dovrebbe sentirsi un bip ogni volta che pronunciano parole senza gentilezza, ogni volta che plaudono alla violenza, ogni volta che incitano al razzismo.
Le loro parole hanno contribuito ad armare le mani degli adolescenti, dei gioiellieri e dei cittadini impauriti.
Che il nesso causale tra la violenza di un messaggio politico e la mano che brandisce un’arma non sia giuridicamente rilevante non toglie un grammo di responsabilità a chi sceglie di fare sistematicamente apologia della violenza. Pensiamoci su. Le persone impaurite fanno cose terribili. Ognuno quando è preda della paura – pensiamo alla nostra storia personale – fa cose di cui poi si pente (e non solo votare questi miseri manipolatori, purtroppo). È tipico degli incubi nutrirsi delle paure.
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