Da cosa nasce cosa
Per fare accadere delle cose desiderabili occorre creare le condizioni perché accadano. Cause e condizioni nere fanno accadere cose nere, cause e condizioni bianche le fanno accadere bianche
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Dice il sindaco che dopo l’aggressione al liceo Ariosto è ormai tempo di mettere i metal detector all’ingresso delle scuole. Forse il passo successivo sarà armare i docenti, e poi direttamente i ragazzi, che almeno abbiano le armi per difendersi. Il modello...
Intervento di Alessandro Chiarelli nel suo blog "La capra sulla rupe": "In questo circo mediatico trovano spazio clown che fingono lacrime, acrobati sbilenchi e domatori di leoni ormai sdentati"
Tutti coloro - e sono tanti - che si sono affrettati a schierarsi col poliziotto che a Rogoredo ha ucciso un presunto pusher maghrebino mostrano scarsa attitudine alla deduzione logica
Dicendo che alla base della violenza del maschio umano sulla femmina umana ci sono caratteristiche genetiche che l’educazione emotiva non può cambiare, i due ministri Nordio e Roccella - lui alza e lei schiaccia - hanno mirabilmente fatto il punto sul pensiero...
In attesa di conoscere le modalità di intervento dell’ufficio dedicato dal Comune di Ferrara al contrasto dei Maranza, mi piace ricordare – metti che ci si dimentichi – che dietro questo vezzeggiativo ci sono esseri umani, minorenni, molti di loro infra 14enni, tutti culturalmente e socialmente così fragili da finire intruppati in bande in cui tentano di sperimentare quella appartenenza che non hanno trovato in nessun altro luogo, né privato né pubblico.
Il dramma delle seconde generazioni di migranti, sradicati dal mondo dei padri ed emarginati da quello in cui sono precipitati meriterebbe approccio ben più responsabile che una iniziativa implicitamente razzista.
Ma da questi amministratori non possiamo certo aspettarci raffinate analisi sociologiche sulle devianze giovanili.
Vero è che spesso questi ragazzi hanno atteggiamenti provocatori (sono anche adolescenti con più problemi degli altri) e che talvolta commettono reati (pur vivendo in una società così gentile e accogliente hanno – sorprendentemente – modi di fare piuttosto violenti).
Compito degli amministratori pubblici è comprendere e proporre soluzioni che tengano conto della complessità del problema, senza demonizzare nessuno o creare apparati repressivi dedicati.
Il punto è che il Nucleo Anti Maranza – che farà ben poco in pratica – rappresenta un salto di qualità soprattutto nella comunicazione. Il nome scelto ci informa che non si occuperà del fenomeno nelle sue molteplici sfaccettature, né di disagio giovanile in senso lato, e neppure di reprimere i reati commessi dai minori in senso generale, ma solo di quelli riconducibili a questa classificazione.
Quindi il nucleo è istituito contro una categoria esclusiva di persone (cosa di dubbia costituzionalità e odiosa discriminazione).
Il salto culturale è che alcune persone diventano un bersaglio privilegiato per il Comune di Ferrara – non per quello che fanno ma per quello sono (o appaiono).
La parola Anti, negli uffici di polizia viene usata accostata alla droga (non ai drogati, né ai trafficanti) e l’unico caso diversi è stato la Squadra anti Mostro (di Firenze), ma gli ambiti mi paiono diversi.
La cultura – anche quella piuttosto ruvida delle Polizie – sa distinguere il reato dalla persona che lo commette e non intesta uffici investigativi a categorie sociali, né etniche né culturali.
La competenza di un ufficio di polizia – in una democrazia – deve essere conforme ai valori della Costituzione, e non può perseguire una singola categoria di persone.
Il Comune di Ferrara ha deciso di sì.
(Che poi, da un punto di vista giuridico, la locuzione “Maranza” non significa nulla, e tutto ciò sembra funzionale a risolvere altri problemi, forse gente da tenere occupata, forse altra da distrarre, e intanto si approfitta per diffondere un pò di odio, il preziosissimo ingrediente della ricetta elettorale populista).
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